Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria (Ansa)
Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria (Ansa)

Roma, 11 ottobre 2018 - Niente pagamento del 40% ma stralcio totale, cioè cancellazione del debito delle mini-cartelle sotto i mille euro più 'vecchie', quelle tra il 2000 e il 2010. E' questa l'ultima ipotesi sulla quale si lavora in vista del decreto fiscale collegato alla manovra che dovrebbe contenere la pace fiscale fortemente voluta dalla Lega. Come riferiscono fonti di maggioranza si tratta ancora di una ipotesi di lavoro, presente comunque in una bozza più avanzata del provvedimento, che consentirebbe di liberare il 'magazzino' della ex Equitalia di un quarto dei crediti non riscossi, cancellando il 25% delle cartelle.

CALA LA SOGLIA - Ancora in discussione anche la soglia per la sanatoria vera e propria (la cosiddetta pace fiscale) che dopo essere già scesa a 500mila euro, calerà ulteriormente fino a 200mila euro. Un altro punto di discussione è su quali redditi applicare gli sconti. La Lega vorrebbe includere quelli non integralmente dichiarati, con una dichiarazione integrativa con flat tax al 15% sostitutiva di Irpef, addizionali comunali e regionali, Ires e Irap, valida per i redditi non dichiarati negli ultimi 5 anni risalendo così fino al 2013. 

Ma secondo quanto si apprende in serata da fonti di governo del M5s, il punto di caduta della mediazione tra M5S e Lega sul dl fisco potrebbe essere il ravvedimento operoso, potenziato, come strumento tramite cui effettuare la sanatoria, anziché la dichiarazione integrativa. La mediazione risponderebbe alle preoccupazione, emersa nel Movimento, sul fatto che la misura della pace fiscale possa essere inquadrata come un condono. Con l'operazione pace fiscale, dice il sottosegretario Massimo Bitonci, il governo punta "a 10 miliardi di entrate una tantum".