Eugenio Sartorelli, trader e analista, membro del Comitato Scientifico Siat
Eugenio Sartorelli, trader e analista, membro del Comitato Scientifico Siat

Spesso sono considerate, come i derivati, strumenti finanziari speculativi e ad alto rischio. In realtà le opzioni rappresentano un’arma difensiva proprio per ridurre il rischio di portafoglio, sia per investimenti a breve (più tipici di un trader) sia per quelli a medio o lungo periodo (quelli per intenderci anche del cosiddetto “cassettista”).

Così, nella dispensa “Conoscere le opzioni per ridurre il rischio finanziario”, scaricabile e consultabile gratuitamente da oggi sul sito www.youfinance.it, Eugenio Sartorelli, trader e analista, membro del Comitato Scientifico Siat, spiega il valore aggiunto di quella che potrebbe essere considerata una specie di polizza assicurativa sugli investimenti. Del resto, ricorda Sartorelli, le opzioni sono nate non con fini speculativi ma proprio come strumento di copertura dei rischi sulle commodity. In particolare per assicurare il valore dei raccolti degli agricoltori americani dal rischio che un’alluvione, la siccità o un uragano, mandasse in fumo il lavoro di mesi. E dai campi sono passate a Wall Street. Con la stessa funzione, cioè quella di copertura. In questo caso non dai rischi della meteorologia ma da quelli finanziari in mercati volatili dove – vedi i cali repentini provocati dall’effetto coronavirus – nessuno può conoscere in anticipo i trend negativi.

Tempeste di Borsa i cui nuvoloni neri spesso si addensano, ricorda Sartorelli, dal venerdì al lunedì mattina, con dati macroeconomici o tensioni geopolitiche che prendono forza nel week-end e poi si scaricano sui mercati quando riaprono all’inizio della settimana. Tanto che fra i crolli delle Borse, spiccano proprio quelli avvenuti nei lunedì neri. Quando si opera sui mercati finanziari la regola più importante da seguire, aggiunge Sartorelli, è quella di gestire il rischio ed evitare che le perdite corrano con drammatiche minusvalenze sul capitale investito. E per frenarle – a causa dell’effetto psicologico e dell’emotività di chi opera sui mercati – non sempre funziona il ricorso ai sistemi di stop-loss.

Per gestire il rischio e prevenire le perdite, invece, esiste uno strumento “notevole”, come lo definisce nella sua guida Sartorelli. Le opzioni, appunto. Portando come esempio nelle pagine iniziali della sua guida il funzionamento di un’opzione Put (il diritto a vendere entro una data scadenza e a un prezzo già fissato un pacchetto di azioni) si capisce come questo strumento finanziario sia paragonabile a un’assicurazione sull’investimento. Pagando un premio, così come avviene per una polizza, che può incidere dall’1-2% al 5-6% e oltre sul valore dell’investimento, ci si copre qualora il sottostante assicurato dall’opzione (azioni, indici, ect.) subisca una perdita di valore sul mercato.

Avendo stipulato un contratto che permette di vendere quei titoli a un prezzo base fissato quando si stipula l’opzione – il prezzo di solito è leggermente più basso rispetto a quello d’acquisto – il trader può mettere al riparo l’investimento dalle impreviste cadute dei mercati.

Il costo (premio) delle opzioni varia in percentuale sul sottostante investito a seconda dal grado di copertura e della durata. Più aumentano le garanzie, maggiore sarà il premio, ma comunque sempre un’opzione, per restare in tema, sicuramente consigliabile rispetto a quella di doversi rassegnare solo alle perdite.