Giovedì 25 Luglio 2024

"Diamo indicazioni sulla transizione Il 2035 è vicino"

"Diamo indicazioni  sulla transizione  Il 2035 è vicino"

"Diamo indicazioni sulla transizione Il 2035 è vicino"

La sostenibilità è l’imperativo della mobilità del futuro. Lo sa bene Agici, società di ricerca e consulenza specializzata nei settori utilities, rinnovabili, infrastrutture ed efficienza energetica. Il suo motto – ‘Creating and diffusing knowledge’ – viene messo in pratica nei tanti laboratori di ricerca che Agici porta avanti. Uno di questi è l’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile (OSMM), che si riunisce ogni anno per mettere a punto diverse strategie. Anche perché il tempo stringe: i ministri europei dell’Energia hanno ratificato a maggioranza il regolamento sullo stop ai motori termici a benzina e diesel nel 2035 (l’Italia si è astenuta).

"Abbiamo una grande opportunità – spiega Stefano Clerici, direttore di OSMM – ma dobbiamo arrivarci preparati. Il che significa trasformare quella che in Italia appare ancora una discussione ideologica in una politica industriale. Tradotto: le nostre imprese sono assolutamente in grado di riconvertirsi nella produzione di energia pulita, anche per quanto riguarda i carburanti per i veicoli". Ma qual è il rapporto tra il Belpaese e le auto elettriche? I numeri dicono che siamo in ritardo rispetto all’Europa: a fronte di 464mila immatricolazioni di auto elettriche in Germania nel 2022, L’Italia, nello stesso anno, ne ha immatricolate solo 49mila. Il primo trimestre del 2023 sembra un po’ più incoraggiante: 16mila immatricolazioni nostrane contro le 18mila tedesche. "Diciamo che nel nostro Paese è più semplice spostarsi su mezzi non inquinanti quando si usa il trasporto pubblico – sottolinea Michele Perotti, Responsabile Ricerca OSMM –; sulle auto private si può e si deve lavorare molto".

E poi c’è la questione carburante, legata a doppio filo a quella della decarbonizzazione, tema al centro dell’ultimo convegno dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile a Milano lo scorso 20 aprile. "Abbiamo due strade – continua Perotti –: o ricorrere ai biocarburanti ottenuti da processi chimici derivanti dalle biomasse o a quelli sintetici, che si ricavano utilizzando l’energia elettrica attraverso l’idrogeno e la Co2". E lo smaltimento delle batterie? "Un altro tema delicato – chiude Perotti – ma si sta cercando di capire come riciclarle".