Lunedì 27 Maggio 2024

Con i sistemi ibridi e i biocarburanti la F1indica la strada della sostenibilità

Formula Uno

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Che il futuro dell’auto sia elettrico lo dicono in tanti, così come tantissimi sono i quattrini che le case costruttrici stanno investendo in materia. È curioso, allora, nonché vagamente intrigante!, il sentiero su cui ormai, da quasi dieci anni, si è incamminata la Formula Uno.

Sospettato di appartenere indissolubilmente al mondo antico del rumore e del fragore, il pianeta dei Gran Premi ha compiuto scelte coraggiose. A costo di perdere per strada i fan irriducibili del motore endotermico. Tanto per iniziare, anche se pochi ne hanno consapevolezza, dal remoto 2014 la Formula Uno ha sposato la cultura dell’ibrido. Da allora, le monoposto sommano a un turbo sei cilindri due propulsori elettrici. E la svolta non è stata indolore: all’inizio solo Mercedes era pronta per la rivoluzione, mentre per parecchie stagioni colossi come Ferrari, Renault e Honda hanno pagato un caro prezzo al loro ritardo culturale e strategico. Risultati, anzi, risultati: solo nel 2021 le Frecce d’Argento di Stoccarda hanno smesso di dominare, finalmente battute dalla Red Bull con motore giapponese.

Di più. Inseguendo l’obiettivo della eco-sostenibilità delle corse, indispensabile anche per non essere abbandonata dagli sponsor sensibili alla questione, la Formula Uno sta ora spingendo sul ricorso ai biocarburanti. Dal 2026 i bolidi da Gran Premio useranno propellenti ’puliti’: una scommessa affascinante, che simbolicamente rappresenta una risposta alla ossessione del ’full electric’. Funzionerà? È una domanda con risposta rinviata alla scadenza, alla mitica prova del budino, per sapere se un dolce è buono prima lo devi mangiare. Di sicuro, la prospettiva dei biocarburanti ha destato l’interesse di altri competitor.

Audi, il brand del gruppo Volkswagen, ha già annunciato il suo ingresso ai box, ufficializzando l’acquisto del team svizzero Sauber (oggi ancora patrocinato da Alfa Romeo). E da Detroit la Ford ha appena firmato un accordo di collaborazione tecnologica con Red Bull, sempre a far data dal 2026. Pensierino finale. Chissà che entro quella data la Ferrari non riesca a riconquistare il Mondiale…

 

 

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