Operaio impegnato in una ristrutturazione (Foto Spf)
Operaio impegnato in una ristrutturazione (Foto Spf)

Milano, 12 ottobre 2019 - Dentro il grande cantiere della Legge di Bilancio e del decreto fiscale collegato alla manovra c’è anche quello della casa. Ovvero tutti gli interventi per il settore immobiliare che in Italia stenta a riprendersi. Evitata per ora la riforma del catasto, la Legge di Bilancio, come avverte il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, rischia però di non affrontare il problema più grande che frena il mercato immobiliare. Ovvero gli oltre 40 miliardi di imposte che gravano ogni anno sulla casa. Per rilanciare il mattone il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha annunciato un piano pluriennale (Rinascita Urbana) da 1 miliardo di euro (con bandi pubblici per accedere ai fondi fino a un tetto di 20 milioni per progetto e con il cofinanziamento delle Regioni e la possibilità dell’apporto di fondi privati e della Cdp) per "riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei luoghi urbani, utilizzare e rigenerare gli spazi già costruiti rendendoli utili". 

Una parte importante delle risorse del piano casa – da inserire nella manovra – servirà anche a rifinanziare il fondo affitti per sostenere, con un nuovo bonus affitti, la locazione delle famiglie a più basso reddito mentre verrà rifinanziato anche il Fondo Piccoli Comuni rendendo più veloci gli interventi già cantierabili. 

Il piano è cumulabile con le altre misure a favore della casa come il sisma bonus, e l’ecobonus che, insieme con la cedolare secca sugli affitti, spiega il ministero, saranno prorogati. Il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus per l’efficientamento energetico (che da solo ha prodotto dal 2007 oltre 39 miliardi di investimenti) scadono il 31 dicembre nella forma massima: il 50% di sconto fiscale in dieci anni per le ristrutturazioni e il 65% per l’energia. Senza una proroga o una stabilizzazione, il risparmio fiscale si ridurrebbe dal 2020 al 36%. Il sisma bonus, invece, scadrà nel 2021 col 50% di detrazione. La proroga di questi incentivi si accompagnerebbe a quella del bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (fino a una spesa di 10mila euro con sconto Irpef del 50%) ma anche del bonus per le aree verdi (5mila euro con sconto del 36%) in scadenza a fine anno. 

La cedolare secca sugli affitti al 21% dovrebbe, infine, restare in vigore mentre il governo dovrebbe prevedere, per non farle decadere, la proroga della cedolare sempre del 21% sugli affitti dei negozi e quella del 10% per i contratti a canone agevolato.

I provvedimenti per la casa

Ecobonus e ristrutturazioni: 50-65% - L’ecobonus per le ristrutturazioni e il risparmio energetico prevede una detrazione dal 50 al 65% di lavori per l’efficientamento energetico o l’installazione 
di caldaie e sistemi di riscaldamento evoluti. La spesa sarà detratta dalle tasse, ma si è ragionato sullo sconto diretto in fattura (che non piace però alle categorie di artigiani).

Cedolare secca: 10% - Il governo ha confermato  la cedolare secca sugli affitti anche per il 2020. L’aliquota fissa su cui possono contare i proprietari che affittano con canoni concordati è del 10%. Negli anni la misura avrebbe fatto emergere il 50,45% dell’evasione sugli affitti. Per i negozi, infine, il governo sta pensando di prorogare la cedolare al 21%.

Bonus verde: 36% - Sarebbe confermata anche la detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni e di giardini pensili. La spesa massima è di 5.000 euro ad abitazione (quindi la detrazione massima è di 1.800). La somma viene recuperata in 10 anni dalle tasse.

Sisma bonus: 50% - Il sisma bonus andava comunque a scadenza nel 2021. Chi effettuerà interventi anti-sismici sulla propria casa o nelle parti comuni dei condomini avrà una detrazione 
del 50% dall’Irpef, ripartita in 5 anni e fino a un ammontare massimo di 96mila euro per unità immobiliare (per ciascun anno). In alcuni casi la detrazione può salire fino all’80%.