Giovedì 11 Aprile 2024

Dino Zoli Textile: "L’impatto zero si può ottenere anche nell’arredo"

TENDENZA ALL’INNOVAZIONE, versatilità dei tessuti e ricerca dell’eccellenza: c’è la sintesi di oltre cinquant’anni di lavoro nei tre slogan che...

TENDENZA ALL’INNOVAZIONE, versatilità dei tessuti e ricerca dell’eccellenza: c’è la sintesi di oltre cinquant’anni di lavoro nei tre slogan che compongono la mission della storica azienda forlivese Dino Zoli Textile. Sono gli stessi tre valori sui quali si innesta la campagna di comunicazione ‘Unleash your style’ (letteralmente, ‘libera il tuo stile’), lanciata nelle scorse settimane: i soggetti principali della campagna sono il mondo animale e gli elementi della natura, ma i reali protagonisti sono i tessuti. Già, perché ogni manto, piuma o superficie che compare nei messaggi pubblicitari è stato, in realtà, minuziosamente sostituito da texture e trame di Dino Zoli Textile. La campagna intende, dunque, celebrare la ricchezza e la varietà delle linee di prodotto, perfettamente in grado di adattarsi a una pluralità di soluzioni; al contempo, vuole riportare l’attenzione sul rigoroso rispetto dell’ambiente, che caratterizza oggi l’intero processo produttivo seguito dall’azienda. In particolare, nel soggetto principale della campagna, il pavone (volatile scelto per la sua regale eleganza), ogni piuma è stata sostituita da tessuti riccamente decorati: gli stessi prodotti dall’azienda, a rappresentare la vasta gamma di creazioni firmate Dino Zoli Textile. ‘Unleash Your Style’ non è un semplice motto, puntualizza l’azienda, ma un vero e proprio invito a esplorare le infinite possibilità creative che i tessuti offrono, dare libero sfogo alla propria immaginazione e trasformare ogni progetto in un capolavoro.

L’impegno dell’azienda forlivese, infatti, va ben oltre la produzione di tessuti, con l’obiettivo di assicurare supporto in ogni fase del processo creativo e di presentarsi ad altre imprese come partner di fiducia, con cui condividere la passione per l’innovazione e la sostenibilità nel settore tessile. Ma facciamo un passo indietro e torniamo alle origini dell’azienda, fondata nel 1972 a Forlì dall’imprenditore Dino Zoli (al centro nella foto sopra) e attualmente gestita dai figli Monica e Marco, esponenti della seconda generazione al timone dell’impresa di famiglia. Dino Zoli Textile, specializzata nella realizzazione di tessuti per mobili imbottiti indoor e outdoor, nonché per camper, nautica, accessori e abbigliamento, è oggi parte di una holding – Dino Zoli Group - che ha saputo diversificarsi nel corso degli anni, fino a contare, attualmente, 14 rami d’azienda. Fra le varie ramificazioni spiccano DZ Engineering, che si occupa della progettazione di sistemi integrati di illuminazione, audio e video in diversi settori (dal motorsport alle installazioni artistiche); e la società agricola ‘I sabbioni’, tra Forlì e Faenza, che produce vini e olii pregiati.

Solo per dare un’idea della caratura dei progetti in cui è coinvolta la controllata Dz Engineering, è sufficiente citare l’illuminazione del circuito di Las Vegas, in occasione del Gran premio di Formula 1 del 18 novembre 2023, e quella del Gp notturno sul tracciato cittadino di Marina Bay, a Singapore. Quanto all’originario core business dell’azienda, ovvero la produzione tessile, è sempre più improntata a quei principi di economia circolare e sostenibilità che sono ormai parte integrante della filosofia aziendale: la ricerca è cominciata più di dieci anni fa, "quando abbiamo cominciato a domandarci cosa potevamo fare, concretamente, per ridurre il nostro impatto ambientale – dichiara Monica Zoli, che nel gruppo riveste sia il ruolo di Sales & marketing manager, sia di amministratrice unica di DZ Engineering -. L’industria tessile e dell’arredamento continua ad avere un’impronta ecologica non sostenibile, che si esprime con un solo dato: produrre un chilo di tessuto genera 23 kg di gas serra".

Dalla volontà di ridurre le emissioni inquinanti nascono filati come Resuede, innovativa microfibra prodotta con oltre il 90% di poliestere riciclato post-consumo, ma capace di conservare alcune peculiarità della microfibra tradizionale, fra cui resistenza, solidità e idrorepellenza. L’impegno dell’azienda si è tradotto anche in altre linee di prodotto, tutte ugualmente rispettose dell’ambiente: fra queste, occorre menzionare Progress, una ciniglia morbida e lucente, nata da un filato completamente riciclato e derivante dal recupero di materie plastiche; Ruffo, tessuto dalla trama bouclé simile alla lana e realizzato con gli avanzi di lavorazioni tessili; Ray, che richiama i tessuti cosiddetti ‘chanel’ (filati in misto lana con varie sfumature) ed è ricavato anch’esso da materiali rigenerati e certificati. I temi del sociale e del rispetto dell’ambiente sono anche al centro delle tante iniziative proposte dalla Fondazione Dino Zoli, nata per promuovere la cultura e l’arte sul territorio, accanto alle attività imprenditoriali dell’omonimo gruppo forlivese.

L’edificio in cui ha sede la Fondazione, a pochi chilometri dal centro storico di Forlì, è articolato in uno spazio espositivo (che ospita un’importante collezione di opere d’arte moderna e contemporanea) e in un’area polifunzionale, destinata a dibattiti, conferenze, presentazioni di libri e attività didattiche. Tra i progetti che hanno avuto maggior risonanza c’è, in particolare, la ‘residenza d’artista’, organizzata nell’ambito delle celebrazioni del 50esimo anniversario dell’attività imprenditoriale di Dino Zoli: per alcuni mesi, nel 2022, la Dino Zoli Textile ha ospitato l’artista Elena Bellantoni, che ha sviluppato, assieme ai dipendenti interessati, alcuni laboratori d’arte partecipata, da cui è nata, successivamente, una mostra.

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