Lunedì 20 Maggio 2024

Le tecnologie del Gruppo NCM utilizzate da Leonardo e General Electric

PIÙ DI 35 ANNI DI ESPERIENZA l’hanno resa un’eccellenza nel settore delle turbomacchine per l’aeronautica e l’energia. Il Gruppo NCM...

Le tecnologie del Gruppo NCM utilizzate da Leonardo e General Electric

Le tecnologie del Gruppo NCM utilizzate da Leonardo e General Electric

PIÙ DI 35 ANNI DI ESPERIENZA l’hanno resa un’eccellenza nel settore delle turbomacchine per l’aeronautica e l’energia. Il Gruppo NCM di Foligno fa parte dell’Umbria Aerospace Cluster e ha applicato il suo know-how anche al settore dell’energia. Da acronimo di Numerical Control Manufacturing, oggi NCM si definisce con la rinnovata immagine e il nuovo payoff: "Technology for Turbomachinery". Da azienda a conduzione familiare ora il gruppo NCM ha una gestione altamente managerializzata. Dal 2020, a presiedere l’azienda, c’è l’ingegner Stefano Musci (nella foto sopra), che con la propria famiglia è entrato nella società nel 1995.

Ingegner Musci, quali sono le tappe fondamentali della nascita di NCM?

"NCM nasce nel 1988 dall’intuizione del suo fondatore, Renato Cesca. La sua visione era quella di mettere al centro la produzione di componenti meccanici di alta precisione e questo ha guidato costantemente il percorso aziendale. Quando nel 1995 la famiglia Musci entra nel capitale sociale, acquisendo il 60% della società, fornisce risorse e competenze finanziarie che hanno consentito di realizzare una sinergia con le competenze tecniche già presenti e sviluppate da Cesca, e quindi lanciare l’azienda fino a farla diventare uno dei più grandi fornitori mondiali nel settore della Power Generation".

Qual è stata la molla che ha fatto decidere di diversificare il business?

"Nel 1994, dopo aver iniziato la sua attività nel settore aeronautico, NCM ha deciso di diversificare ulteriormente le sue attività diventando un fornitore di Nuovo Pignone, leader nella divisione Oil&Gas di General Electric (GE). Questa mossa strategica ha posto le basi per la crescita futura dell’azienda, da lì abbiamo investito e sviluppato nuove tecnologie".

Quanto è importante l’investimento in nuove tecnologie?

"Per noi moltissimo. Abbiamo investito da sempre e nel 2006 NCM ha guidato una rete di imprese locali per la fondazione di HTC (High Technology Center) che si occupa di processi speciali ad alta tecnologia come i riporti al plasma (Plasma Coating), la saldatura a fascio di elettroni (EBW) e i trattamenti termici sottovuoto (Vacuum Heat Treatments). Dal 2023, NCM ha acquisito la totalità delle quote di HTC Srl, della quale era già socia di maggioranza, diventando a tutti gli effetti un gruppo industriale".

Quali sono i vostri principali clienti e le dimensioni del vostro mercato?

"I nostri clienti sono i principali OEMs (Original equipment manufacturer, quindi produttori di equipaggiamenti a proprio marchio, ndr) nei settori energia (Power Generation e Oil&Gas), come GE, Baker Huges, il gruppo coreano Hanwha, e aeronautico come Pratt & Whitney, Safran e Leonardo (Aircraft, Aerostructures e Helicopters). Il gruppo conta più di 300 dipendenti con un fatturato 2023 intorno ai 60 milioni e anche nel 2024 si prevede una crescita importante. Ovviamente, con il 70% del fatturato proveniente dall’estero, i nostri clienti sono in tutto il mondo. Abbiamo una importante collaborazione con Pratt & Whitney (USA), uno dei maggiori produttori al mondo di motori per gli aeromobili, sia civili che militari. Dal 2022 siamo al fianco di Safran Aircraft Engines nel programma LEAP, il più grande programma della storia dell’aeronautica civile relativo alla produzione dei motori per gli aerei civili più diffusi al mondo: Boeing B737, Airbus A320/321 e il neoarrivato COMAC C919. Collaboriamo con General Electric per la costruzione di componenti principali delle camere di combustione delle turbine di nuova generazione, che sono in grado di utilizzare come combustibile non solo gas naturale ma anche idrogeno, frontiera dell’innovazione per raggiungere i target di zero emissioni del 2050. Con Baker Hughes (Nuovo Pignone Firenze) lavoriamo per la fornitura di componenti per camere di combustione delle turbine a gas e compressori utilizzati per strategie di cattura e segregazione dell’anidride carbonica.

E quali obiettivi vi ponete?

"Una crescita dei volumi di produzione, degli investimenti in nuove tecnologie e formazione. L’obiettivo è di diventare sempre di più, insieme ad HTC, un polo di attrazione di talenti, anche per la crescita e il futuro del territorio".

Come si coniuga un’azienda di così alta tecnologia con la sede a Foligno?

"Siamo un’azienda nata a Foligno e questo può aver avuto vantaggi e svantaggi. Di certo per un’azienda altamente tecnologica come noi, non è un problema lavorare oggi a Foligno o altrove. Il miglioramento delle infrastrutture e lo sviluppo del digitale degli ultimi anni hanno sicuramente aiutato. In più il nostro territorio ha molto da offrire e ai clienti piace spostarsi, vedere bei posti e assaggiare la nostra cucina. È ovvio che gran parte dei contatti avvengono in via remota e questo aumenta molto la produttività. Nel tempo viaggiavamo di più per discutere le offerte. Essere a Foligno, città dove la qualità della vita è a livelli altissimi, è un’opportunità, anche per le prospettive occupazionali che possiamo offrire ai giovani".

Ha parlato di ‘giovani talenti’. C’è curiosità intorno al vostro mondo?

"Direi proprio di sì. E noi siamo sempre alla ricerca di giovani risorse. Le figure più necessarie sono operatori di produzione specializzati e fondamentali sono e saranno le competenze nell’ambito informatico, cruciali per portare avanti il paradigma dell’industria 4.0. Stiamo assumendo anche ingegneri, tra cui ingegneri informatici. Il settore è in espansione e abbiamo bisogno di un bacino da cui pescare".

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