Francesca Ragazzi, 33 anni, nuovo Head of Content Editor di Vogue Italia
Francesca Ragazzi, 33 anni, nuovo Head of Content Editor di Vogue Italia
di Anna Bogoni Francesca Ragazzi, 33 anni, non è la nuova direttrice responsabile di Vogue Italia ma la nuova Head of Content Editor, letteralmente la responsabile dei contenuti editoriali di Vogue Italia, editore Condé Nast. Non si tratta di una questione di etichette: quel titolo è il segnale di un processo di cambiamento, di un nuovo modo di concepire il sistema di comunicazione attorno a un brand. Stiamo parlando di Vogue, il tempio della moda, 27 edizioni in tutto il mondo. In concreto, in che cosa consiste il cambiamento? "Proiettarsi nel futuro in modo trasparente, onesto e...

di Anna Bogoni

Francesca Ragazzi, 33 anni, non è la nuova direttrice responsabile di Vogue Italia ma la nuova Head of Content Editor, letteralmente la responsabile dei contenuti editoriali di Vogue Italia, editore Condé Nast. Non si tratta di una questione di etichette: quel titolo è il segnale di un processo di cambiamento, di un nuovo modo di concepire il sistema di comunicazione attorno a un brand. Stiamo parlando di Vogue, il tempio della moda, 27 edizioni in tutto il mondo.

In concreto, in che cosa consiste il cambiamento?

"Proiettarsi nel futuro in modo trasparente, onesto e accessibile".

Accessibile la moda proposta da Vogue?

"Sì. Non è più tempo di rappresentare un sogno, il sogno di una moda che viveva e vive al chiuso, negli studi fotografici dove di realizzano i servizi di moda. Parlare di moda oggi per noi di Vogue significa interpretare i pensieri di tutti coloro che fanno riferimento alla nostra comunità".

Vuol dire lavorare sui social?

"Non solo, è proprio un cambio di passo. Siamo un’azienda che ha grandi ambizioni in campo digitale, come quella di raggiungere un pubblico oltre a quello dell’edicola, quello che magari vive in posti diversi, in luoghi digitali che vanno esplorati con maggior attenzione. In più, possiamo far valere le intuizioni, le produzioni, le storie locali e farle esplodere in altri paesi. Questo, per esempio, lo fa già Netflix: penso alla serie tv spagnola La casa di carta, un successo mondiale".

Quindi Vogue cartaceo, le piattaforme digitali, i canali YouTube, i progetti di comunicazione, le iniziative commerciali, l’organizzazione degli eventi avranno un’unica anima?

"In questa struttura specifica i titoli sono superflui: sono la responsabile dei contenuti, proprio a sottolineare che non ci sono più barriere tra carta, canali Youtube, siti… "

La moda italiana è pronta a ripartire?

"Sento una grandissima voglia; dall’interno le redazioni desiderano avere nuovi obiettivi e l’eccellenza del nostro made in Italy ci è ancora riconosciuta a livello internazionale. Occorre ripartire dall’orgoglio per quello che si è fatto, certo occorre fare sistema, di più, abbiamo gli occhi del mondo addosso. Temi come la tutela dei lavoratori e la sostenibilità devono diventare priorità concrete e applicate".

Quale sarà la sua cifra?

"Sento fortissima la responsabilità di lavorare per questo brand in un mercato proiettato al futuro. Mi piace portare interazione tra le persone, entusiasmo in tutto quello che faccio. Lavorerò perché tutti siano felici di collaborare a questo progetto. Vorrei portare felicità, o forse la parola giusta è armonia".

Lei ha fatto studi economici, politici o umanistici?

"Mi sono laureata alla Sorbona in lettere moderne francesi; da Parigi ho iniziato a collaborare dalla Francia per Vogue Italia, poi mi sono trasferita a New York per assumere il ruolo di Fashion Market Editor. Poi sono arrivata a Milano come Fashion Market Director. Sono 11 anni che lavoro in Condé Nast".