Viene considerata una ’pepita’ nel settore IT globale, visto che produce il 90% dei microprocessori per cellulari e tablet di tutto il mondo. E ora passa di mano, anzi di continente: la società britannica Arm è stata infatti venduta all’americana Nvidia dalla nipponica Softbank ad un prezzo record di 40 miliardi di dollari. Si tratta...

Viene considerata una ’pepita’ nel settore IT globale, visto che produce il 90% dei microprocessori per cellulari e tablet di tutto il mondo. E ora passa di mano, anzi di continente: la società britannica Arm è stata infatti venduta all’americana Nvidia dalla nipponica Softbank ad un prezzo record di 40 miliardi di dollari. Si tratta di un’operazione strategica per Nvidia, che vuole così mettere le mani nelle tecnologie del futuro, ossia intelligenza artificiale, calcolo degli oggetti, sicurezza e 5G. Questa notizia ha rafforzato i future del Nasdaq che guadagnano ora l’1,8%.

Le origini di Arm risalgono a circa 40 anni fa nella città universitaria inglese di Cambridge, dove l’azienda ha ancora sede. Ma il nome della società venne portato alla ribalta della cronaca nel 2016, quando venne acquistata per l’allora già astronomica somma di 24 miliardi di sterline (27 miliardi di euro) dal conglomerato giapponese SoftBank, una scommessa che ha dato i suoi frutti quattro anni dopo. In realtà, Arm non produce microprocessori, ma progetta i progetti per i semiconduttori – ciò che gli specialisti chiamano ’architettura’ – e poi vende le loro licenze ai produttori di chip come Qualcomm e Samsung. In questa nicchia, Arm è di gran lunga il leader mondiale, davanti alla società americana Intel.

L’azienda, che dà lavoro a più di 6.000 persone in Asia, Europa e Nord America, assicura che oltre il 90% dei dispositivi informatici mobili (smartphone, tablet) si basa sul suo design a microchip, che gestisce non solo computer, ma anche strumenti medici e server. L’importanza di Arm si intuisce già dal fatto che i prossimi computer Mac di Apple utilizzeranno i chip basati sui suoi progetti.