Stefano Barrese (1970), responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo
Stefano Barrese (1970), responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo
Un piano da 50 miliardi di nuovo credito in favore delle Pmi. Si chiama "Motore Italia" il programma strategico di finanziamenti e iniziative lanciato ieri da Intesa Sanpaolo con l’obiettivo di consentire alle Pmi italiane di superare le difficoltà provocate dalla pandemia e rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo e crescita. "A distanza di un anno dalle prime misure intraprese per la tenuta dell’economia, Intesa Sanpaolo si...

Un piano da 50 miliardi di nuovo credito in favore delle Pmi. Si chiama "Motore Italia" il programma strategico di finanziamenti e iniziative lanciato ieri da Intesa Sanpaolo con l’obiettivo di consentire alle Pmi italiane di superare le difficoltà provocate dalla pandemia e rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo e crescita.

"A distanza di un anno dalle prime misure intraprese per la tenuta dell’economia, Intesa Sanpaolo si conferma fedele alleato delle Pmi adottando con tempestività, in questa fase ancora critica, la misura più idonea e indispensabile per offrire loro maggiore tranquillità finanziaria: l’estensione della durata dei finanziamenti in essere", ha spiegato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa. Dopo aver fronteggiato le emergenze, dall’inizio della pandemia, con iniziative ed erogazioni per le Pmi pari a 45 miliardi nel 2020, ora con ’Motore Italia’, ha aggiunto Barrese "da un lato si allunga l’orizzonte di rientro del debito, dall’altro si consente alle aziende di pianificare investimenti che siamo pronti a sostenere con nuovo credito per 50 miliardi".

’Motore Italia’, come ha spiegato Anna Roscio, responsabile direzione Sales&Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, si basa su cinque pilastri: liquidità ed estensione dei finanziamenti con l’allungamento di quelli in essere fino a 15 anni (e anche oltre), investimenti per la transizione tecnologica e sostenibile, finanza strutturata e straordinaria e soluzioni non finanziarie e partnership qualificate per sviluppare la digitalizzazione. Del resto, la situazione economica, secondo Nando Pagnoncelli (Ipsos), è giudicata più grave di quella finanziaria del 2008.

Il mondo delle imprese, che vogliono essere al fianco della costruzione del Recovery plan, come ha avvertito il vicepresidente di Confindustria Emanuele Orsini, vede però "più opportunità che rischi". Ma per un "reale cambio di passo" di un Paese che vedrà quest’anno il Pil crescere del 3,7%, occorre, secondo il capo economista di Intesa, Gregorio De Felice, che le imprese, che nel 2020 hanno visto un flusso di prestiti di 63 miliardi, aumentino gli investimenti puntando su green e digitale.

Achille Perego