Luigi Di  Maio arriva al ministero per presiedere l'incontro sull'Ilva (Ansa)
Luigi Di Maio arriva al ministero per presiedere l'incontro sull'Ilva (Ansa)

Roma, 19 giugno 2018 - Sul futuro dell’Ilva, con Luigi Di Maio, "c’è stato un buon incontro". Lakshmi Mittal, numero uno di Arcelor Mittal, sintetizza così i contenuti del confronto odierno avuto con il ministro. L’intenzione del Gruppo, ha aggiunto un portavoce dell’azienda, è di fare il meglio per l’Ilva e per la comunità locale. Da parte sua il titolare del dicastero dello Sviluppo economico ha detto che sul destino dell’acciaieria si va avanti secondo il programma di consultazioni prefissato: “Nei prossimi giorni - ha detto Di Maio - continueremo ad approfondire questo dossier consapevoli che ci sono delle scadenze. Mi si chiede di risolvere in 15 giorni una questione rinviata per 6 anni, non abbiamo superpoteri ma ce la metteremo tutta”.

Mittal è il miliardario indiano alla guida della compagnia che si è preparata a rilevare gli asset dell’Ilva, e che punta alla piena operatività all’inizio di luglio. I vertici del colosso industriale dell’acciaio hanno messo a fuoco gli impegni di carattere ambientale, industriale e sociale che l’operazione comporta. La delegazione indiana ha ribadito l’intenzione di avviare quanto prima il piano di rilancio, in maniera da offrire soluzioni tangibili alle legittime aspettative e alle preoccupazioni dei lavoratori, dei cittadini, a Taranto, Genova, Novi e negli altri stabilimenti.

Anche il ministro si adopera per stringere i tempi. Oggi ha sentito le varie campane: associazioni ambientaliste, imprenditori, rappresentanze sindacali. La propensione all’ascolto è stata salutata con favore dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ha definito il primo appuntamento ufficiale con il nuovo ministro del Lavoro "molto sano dal punto di vista del confronto", apprezzando il fatto che il titolare del dicastero intenda "studiare e approfondire". Soddisfatti gli ambientalisti tarantini, arrivati a Roma con un’unica richiesta: la chiusura dello stabilimento, riconversione economica, salvaguardia dei redditi, bonifiche e tutela della salute. Per ora, da Di Maio, è venuta una rassicurazione: i cittadini di Taranto hanno diritto a respirare "e io voglio garantirlo".

Il vicepremier si è anche rammaricato per non essere riuscito a recarsi nella città, dati i tempi risicati, ma ha assicurato ai presenti che «saranno prese decisioni importanti, di cui farete parte». Da parte sua Arcelor Mittal si impegna in un investimento pari a 4,2 miliardi di euro che comprende: più di 1,1 miliardi in conto capitale per il risanamento ambientale, più di 1,2 miliardi (in conto capitale) per colmare i ritardi nel piano di manutenzione effettuando contestualmente un programma di investimenti negli altiforni e negli impianti per la produzione di acciaio. Nel conto rientra anche il pagamento di 1,8 miliardi di corrispettivo per l’acquisizione dell’Ilva.