Lunedì 22 Aprile 2024

Gender pay gap, cos’è e a che punto siamo in Italia

Quella del 15 novembre è stata la Giornata della parità retributiva: come si può raggiungere?

Il gender pay gap

Il gender pay gap

Che cosa significa, materialmente, l'espressione 'gender pay gap'? Per avere un parametro chiaro, basti pensare che in media, sul territorio della pur progressista Unione Europea, per ogni euro guadagnato da un uomo una donna riceve solo 87 centesimi. Il 13% in meno, insomma, come se ogni lavoratrice dovesse lavorare un mese e mezzo in più ogni anno per pareggiare il rapporto lavoro/paga di ogni lavoratore. Proprio per questo, il 15 novembre scorso, la Ue ha promosso la 'Giornata della parità retributiva' ('European Equal Pay Day'). Caduta nella data che, stando alle motivazioni ufficiali della scelta, “simboleggia il numero di giorni aggiuntivi che le donne devono lavorare fino alla fine dell’anno per guadagnare quanto gli uomini nello stesso anno”. In occasione della giornata simbolica, autorità comunitarie in tema di integrazione fra i generi come la vicepresidente della Commissione per i Valori e la Trasparenza, la ceca Vera Jourová e la Commissaria per l'Uguaglianza, la maltese Helena Dalli, hanno sottolineato a una sola voce limiti e obiettivi degli attuali sforzi dell'Ue in materia. “La Giornata della parità retributiva ci ricorda che dobbiamo continuare a impegnarci per colmare il divario retributivo di genere”, è stata l'ammissione preliminare. Anche perché “la parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, sancita dal trattato di Roma nel 1957, è uno dei principi fondanti dell’UE”. Purtroppo, però, le due hanno constatato che “quest'anno i progressi verso l'eliminazione del divario retributivo di genere sono in fase di stagnazione” e che “nel corso degli anni sono stati lenti”. Sullo sfondo di stereotipi di genere che “continuano a colpire le donne e gli uomini in tutti gli ambiti della vita, anche sul luogo di lavoro”, rendendo “necessarie azioni specifiche per attuare il principio della parità retributiva”. Come, su tutte, la direttiva comunitaria sulla trasparenza retributiva, entrata in vigore a giugno di quest'anno e ai sensi della quale “i lavoratori potranno far valere il diritto alla parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, grazie al diritto a ricevere informazioni sulla retribuzione”.

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