5 mag 2022

"Gas russo, stiamo facendo scorte. Serve un Figliuolo dell'energia"

Bollino, economista della Luiss, spiega il boom di rifornimenti dalla Russia. E avverte: "Potrebbe non bastare, il governo metta il Paese in sicurezza"

antonio del prete
Economia
(FILES) In this file photo taken on March 18, 2022 an employee checks a pipe at the construction site of a gas metering station, part of the pipeline link between Bulgaria and Greece near the village of the Malko Kadievo, on March 18, 2022. - Poland and Bulgaria are now receiving gas from their EU neighbours after Russia's state energy giant Gazprom turned off the taps, European Commission head Ursula von der Leyen said on April 27, 2022. (Photo by Nikolay DOYCHINOV / AFP)
Gas, l'economista: "Servirebbe un Figliuolo dell'energia"

"Servirebbe un Figliuolo dell’energia perché le scorte di gas che stiamo mettendo da parte in queste settimane potrebbero non bastare". È la proposta di Carlo Andrea Bollino, economista della Luiss. Professore, a maggio le esportazioni di gas russo verso l’Italia hanno registrato un brusco incremento. Non dovevamo limitare gli affari con Mosca? "Evidentemente, i nostri stoccaggi sono praticamente vuoti. Quindi qualcuno ha pensato che la priorità fosse mettere in sicurezza il Paese". La minaccia di Putin di chiudere i rubinetti influisce su questa dinamica? "È probabile che stiamo cercando di acquistare la maggiore quantità possibile di gas prima che sia troppo tardi. Abbiamo già visto quali sono i rischi". A cosa si riferisce? "Nel gennaio 2006 Putin chiuse i tubi che portano il gas in Ucraina perché Kiev non pagava. La crisi ci coinvolse: quei gasdotti, infatti, servono pure l’Italia. Nel governo avevano le mani nei capelli, il ministro dell’Industria in 48 ore approntò un piano per riaprire le centrali a carbone. Poi l’Ucraina pagò e l’emergenza si risolse in una settimana". Era il caso di iniziare a diversificare le fonti di energia già allora. "Non vorrei citare me stesso, ma nel 2007 proposi di costruire nuovi rigassificatori. Il Giappone, terza potenza industriale del pianeta, funziona al 100% con gas liquefatto". Non l’hanno ascoltata e oggi dipendiamo per il 40% del nostro fabbisogno da Putin, con cui però siamo ai ferri corti. Non dovremmo limitare gli acquisti da Mosca? "Il gas va stoccato nella stagione calda per essere utilizzato d’inverno. Perciò se non ci muoviamo ora a gennaio resteremo a secco e l’industria si fermerà". Stiamo facendo abbastanza per evitarlo? "Generalmente l’Italia si comporta così: nei vari periodi dell’anno compra la medesima quantità di gas, e stocca sotto terra l’eccedenza che non viene usata d’estate per poterla avere a disposizione ...

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