Giovedì 18 Luglio 2024

Electrolux, 373 esuberi negli stabilimenti Italiani. Ecco dove ci saranno i tagli di operai e impiegati

Uscite volontarie nei cinque stabilimenti e sedi della multinazionale svedese che produce elettrodomestici e dà lavoro a circa 5.000 persone in Italia

Roma, 17 gennaio 2024 – Saranno 373 gli esuberi negli stabilimenti italiani della Electrolux, e anche se saranno “uscite morbide” non possono nascondere la preoccupazione dei sindacati per il futuro della produzione in Italia.

Sono 373 gli esuberi negli stabilimenti italiani della Electrolux
Sono 373 gli esuberi negli stabilimenti italiani della Electrolux

L’annuncio degli esuberi

“Electrolux ha dato la disponibilità a escludere i licenziamenti coatti e a gestire le eccedenze attraverso accordi di uscite incentivate e subordinate al criterio della non opposizione individuale, quelle che comunemente sono definite uscite volontarie”. Lo scrivono, in una nota congiunta, Fim, Fiom e Uilm, al termine del vertice con l'Electrolux che ha annunciato 373 esuberi negli stabilimenti italiani. La multinazionale svedese degli elettrodomestici occupa circa 5.000 persone in Italia.

Gli esuberi fra gli operai

A Porcia (Pordenone) e a Forlì, dove è in corso il contratto di solidarietà, gli esuberi fra gli operai rispettivamente di 95 e di 70 lavoratori; la maggior parte delle eccedenze deriva dal calo dei volumi, mentre circa una decina dal nuovo piano di riorganizzazione. Per quanto riguarda gli altri stabilimenti, fra gli operai a Solaro in Brianza sono stati annunciati 5 esuberi, a Cerreto (Reggio Emilia) 13 e a Susegana (Treviso) 17. Quindi in Italia fra gli operai contiamo 199 esuberi.

Gli esuberi fra gli impiegati

Fra gli impiegati, invece, abbiamo 5 esuberi a Cerreto, 5 Solaro, 30 Susegana, 73 Porcia, 38 Forlì, 13 Pordenone, 10 sales localizzati prevalentemente in provincia di Milano. Quindi in italia fra gli impiegati contiamo 174 esuberi.

Le richieste dei sindacati

"Tuttavia, come sindacato abbiamo avanzato richieste per cui attendiamo risposte – hanno aggiunto – quali il ritiro della dichiarazione di esuberi nello stabilimento di Solaro in quanto contraddittoria rispetto alle intese pregresse; l'eliminazione della obbligatorietà dell'uscita per chi può agganciare la pensione; l'introduzione del part time volontario e della ricollocazione interna come strumenti alternativi di gestione degli esuberi; l'impegno a incrementare il novero delle postazioni per i lavoratori con ridotte capacità lavorative; l'introduzione dell'outplacement a supporto di chi sceglierà di uscire; la revisione in meglio degli incentivi vigenti con una voce aggiuntiva per chi opta per l'uscita in tempi brevi; il confronto mensile con i delegati di stabilimento su tutti gli aspetti applicativi dell'accordo a partire dalle dinamiche produttive e occupazionali”.

"Confidiamo che le questioni da noi poste possano ricevere risposta positiva già al prossimo incontro del 5 febbraio”, conclude il comunicato. I sindacati sottolineano la necessità di “aprire un tavolo del settore degli elettrodomestici con il Governo”.