Mario Draghi (Ansa)
Mario Draghi (Ansa)

VILNIUS, 6 giugno 2019 - Il presidente della Bce Mario Draghi, durante una conferenza stampa a Vilnius, ha annunciato: "Sulla base della consueta analisi economica e monetaria abbiamo deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della Bce. Il consiglio direttivo si aspetta ora che i tassi di interesse si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla prima metà del 2020 e in ogni caso finche' sara' necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine". 

VENTI CONTRARI GLOBALI - "Nonostante dati migliori del previsto per il primo trimestre, le informazioni più recenti indicano i perdurare di venti contrari globali che pesano ancora sulle prospettive dell'area dell'euro. Le incertezze geopolitiche, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilità dei mercati emergenti lasciano il segno sul sentiment economico" ha aggiunto il presidente della Bce, al termine del direttivo. Per fronteggiare adeguatamente la situazione il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l'inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito. Anche perchè "Gli indicatori economici puntano a una crescita più debole nel secondo e terzo trimestre dell'anno risentendo degli elementi di incertezza che pesano in particolare sul settore manifatturiero. Le vulnerabilità nei mercati emergenti, i fattori geopolitici e la minaccia del protezionismo hanno lasciato il segno sulla fiducia" puntualizza Draghi.

LE ATTESE PER IL 2020

Nuovi miglioramenti dell'occupazione e aumenti salariali continuano a sostenere la ripresa dell'economia dell'Eurozona e a far aumentare progressivamente l'inflazione. A seguito di una valutazione complessiva, il Consiglio Direttivo della Bce si attende che i tassi di riferimento ''si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla prima metà del 2020 e in ogni caso finché sarà necessario, almeno fino alla prima metà del 2020". Anche le stime macroeconomiche elaborate dallo staff della Bc sono state riviste al rialzo per l'anno in corso (+0,1 punti a 1,2%) e tagliate di 0,2 punti per il 2020 e di 0,1 punti per il 2021, anni in cui la crescita dovrebbe attestarsi all'1,4%. 

E L'ITALIA?

"Nessuno ha chiesto all'Italia di ridurre il rapporto debito/Pil subito" ha tenuto a chiarire Mario Draghi, interpellato sulla discussione tra il governo italiano e la Commissione Ue sulla riduzione del debito. "Noi non siamo interlocutori della Commissione Ue - ha aggiunto - ma ritengo che nessuno abbia chiesto una rapida riduzione del debito/Pil all'Italia che sappiamo tutti essere impossibile". Il piano dell'Italia, stando alle dichiarazioni del presidente della Bce, sara' dunque un piano a medio termine "ma deve essere credibile e la credibilità si misura su come si struttura il piano e sulle azioni che si mettono in campo per attuarlo e credo che questo sia quello che si aspettano tutti" puntualizza infine.