Parmigiano Reggiano (Ansa)
Parmigiano Reggiano (Ansa)

Roma, 3 ottobre 2019 -

Dopo aver ricevuto il parere favorevole dell'arbitrato WTO, l'Office of the United States Trade Representative (USTR)  ha pubblicato la lista finale dei prodotti che saranno soggetti a dazi aggiuntivi pari al 25% del loro valore, da aggiungere alle tariffe attuali.  Tutto considerato, anche con sanzioni ‘ridotte’ al 25%, il danno sarà pesante. Le sanzioni scatteranno il 18 ottobre e per l’agroalimentare  Coldiretti stima un potenziale di mancato export di 500 milioni, altri fanno stime molto più basse. L'appello del premier Conte all'America è stato parzialmente accolto, ma molti produttori dell'agroalimentare pagheranno un conto pesante. 

"Pur non danneggiandone la totalità _ osserva Federalimentare _  questi dazi vanno a colpire alcuni dei prodotti che esportiamo di più in America: basti pensare che solo lo scorso anno abbiamo esportato negli Usa 220 milioni di euro di formaggi duri e 75 milioni di euro di liquori. Con dazi pari al 25%, si può stimare una contrazione dell'export italiano sul mercato americano intorno al 15%".

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Formaggi e prodotti caseari

Ad essere colpiti sono soprattutto i formaggi, anche per le pressioni della lobby dell’industria casearia Usa (Ccfn), che ha recentemente scritto a Trump per chiedere di imporre dazi alle importazioni dall’Europa. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato estero, dopo la Francia, per l’export di Parmigiano Reggiano.   I dazi colpirebbero anche pecorino romano (ma solo quello da grattugiare), asiago, fontina, taleggio, burro. «Asiago, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Mozzarella e altri prodotti lattieri subiranno un danno da questa grave ritorsione commerciale», conferma Assolatte. «Anche sul Pecorino Romano, che fino ad oggi entrava negli States a dazio zero, graverà una tariffa del 25% ad valorem, nonostante gli Stati Uniti non abbiano produzioni casearie ovine a livello nazionale». Secondo il consorzio del Parmigiano Reggiano il dazio sul Parmigiano Reggiano dal 18 ottobre "passera' da 2,15 a circa 6 dollari al chilo" e il prezzo sugli scaffali per il consumatore americano lievitera' da "40 a ben oltre i 45 dollari" con un aumento, dunque, di almeno 5 dollari. Va detto che la mozzarella di bufala, a differenza di quella vaccina, è esclusa dai dazi. 

Vini e liquori

Salvi i vini, che sono la prima voce del nostro export agroalimenare negli Stati Uiti, con circa 1,5 miliardi di euro di fatturato. I dati al 25% sui vini fracesi, spagnoli e tedeschi apre anzi uno interessante sazio di crescita per i nostri prodotti.  Saranno invece tassati liquori e cordiali. "Il vino italiano _ commenta Federvini _ è salvo. Ma liquori e cordial del Belpaese sono stati colpiti pesantemente. Donald Trump ha dato seguito solo parzialmente alle sue minacce colpendo selettivamente le bevande alcoliche provenienti dall'Europa: ed ha deciso di colpire anche quelle dell'Italia. Dal 18 ottobre i dazi verranno posti su liquori e cordial del nostro Paese, con pesanti ripercussioni sugli sbocchi internazionali e quindi sulla tenuta del settore. Un vero peccato perchè tra il 2017 e il 2018 l'export dei liquori italiani in Usa era cresciuto di circa il 45%".

Prosciutto 

"Nei dazi Usa non rientrano i prosciutti italiani né tantomeno il Prosciutto di San Daniele". Lo afferma il direttore del Consorzio del pregiato crudo friulano Mario Emilio Cichetti. "La lista è definitiva e prevalentemente indirizzata a Germania, Spagna, Francia e Inghilterra. Non rientrano salumi crudi italiani e tanto meno il Prosciutto di San Daniele".

Mortadella e salami

Tra i prodotti colpiti ci sono la mortadella, i salami e alcui salumi cotti (salumi arrosto, spalle), ma non il prosciutto cotto.

Frutta, olio, olive, biscotti caffè e pasta

Sono salvi la frutta - esclusa quella sciroppata - l'olio, le olive e la pasta, le conserve, ma non alcuni succhi di frutta. La tassazione dell'olio e dele olive spagnole o dei biscotti e del caffè tedesco potrebbe favorire i nostri prodotti concorenti.

Tessili e meccanica

Nessun dazio su prodotti tessili e attrezzature meccaniche. Anche la tassazione di moto e biciclette, che era stata presa in considerazione, è stata esclusa. 

Il premier Conte

"La guerra dei dazi ci sta mettendo a dura prova", ha detto il presidente del Consiglio Conte aggiungendo che con i dazi compensativi Usa c'è una "prospettiva che rischia di far male" a manifattura e agroalimentare e "ci preoccupa". "Faremo di tutto per limitare i danni", ha aggiunto e questo "anche lavorando" all'interno dell'Unione per "prospettive compensative".