A Davos 2020 i protagonisti sono Trump e Greta Thunberg
A Davos 2020 i protagonisti sono Trump e Greta Thunberg

Davos (Svizzera), 21 gennaio 2020 - Si è aperto il Wef (World Economic Forum) di Davos, che al centro degli incontri ha temi come il cambiamento climatico, il rallentamento economico globale e delle ultime crisi politiche mondiali, a partire da Libia e Iran. Occhi puntati su Donald Trump - arrivato questa mattina da Zurigo mentre a Washington partiva il procedimento per l'impeachment - e la giovane attivista Greta Thunberg. Il presidente Usa ha rivendicato i successi economici della sua amministrazione, la giovane attivista svedese parla ovviamente di cambiamenti climatici e esorta a puntare l'obiettivo internazionale sulle "emissioni zero".

In un battibecco a distanza con Greta sul tema del cambiamento climatico, il presidente Usa ha anche sostenuto che "questo non è il momento del pessimismo sul clima", definendo gli ambientalisti "profeti di sventura".

Greta Thunberg: questo è solo l'inizio

"Questo è solo l'inizio", promette la giovane attivista. E ammette: "Non posso certo lamentarmi di non essere ascoltata, vengo ascoltata in continuazione - ha detto Greta Thunberg durante un panel sul cambiamento climatico al Forum - Ma la scienza, e i giovani, in generale non sono al centro del dibattito sul clima. Invece si tratta del nostro futuro e c'è bisogno di portare la scienza al centro della conversazione". Circondata da altri giovani attivisti, la paladina del clima ha scandito: "Le persone muoiono a causa del cambiamento climatico e anche una sola frazione di grado centigrado di riscaldamento è importante. Ma non credo di aver mai visto un solo media comunicarlo, so che non volete dirlo". E poi la sfida: "Ma io continuerò a ripeterlo finché voi non lo scriverete", ha avvertito Greta.

"Se non trattiamo questa come una vera crisi, non potremo mai risolverla", sottolinea poi, dicendosi poi soddisfatta perché "la gente è ora più consapevole", grazie alla spinta data dai giovani in questa direzione. Ma al tempo stesso nulla è stato compiuto perché le emissioni nocive continuano ad aumentare.

"Il mondo deve arrivare all'obiettivo di zero emissioni il prima possibile - è la sollecitazione - I Paesi ricchi devono aiutare i Paesi poveri a mettersi in linea. Non credo che le persone siano interessate a sapere come gestisco gli haters. Invece voglio ricordare ancora una volta: secondo un rapporto dell'Ipcc del 2018, se si vuole una possibilità del 67% di limitare l'aumento medio della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi, al primo gennaio 2018 c'era ancora un margine di circa 420 gigatonnellate di emissioni di diossido di carbonio. Naturalmente il numero si è abbassato oggi, perché emettiamo circa 42 gigatonnellate l'anno. Agli attuali ritmi di emissioni, ci rimangono meno di otto anni" prima di mancare l'obiettivo. Questi numeri non sono né opinioni né politica, ma quanto di meglio offra la scienza".

Trump: l'America torna a vincere

"Due anni fa qui avevo preannunciato un grande ritorno dell'America. Oggi sono orgoglioso di dire che l'America sta vincendo di nuovo, come mai prima", ha detto il presidente Usa Donald Trump durante il suo 'special address' al Forum economico mondiale. I toni, al solito, sono trionfalisti: il presidente Usa a fine mandato parla di "rilancio spettacolare dell'economia" e di "grande boom come mai prima", promettendo anche di "cercare di creare un'economia più inclusiva" e sottolineando che l'aumento di redditi e stipendi riguarda tutte le etnie. 
Trump ha parlato anche di disoccupazione fra i giovani più bassa, di disoccupazione fra le donne la più bassa dal 1953 e di crollo della disoccupazione fra i veterani. E ha rivendicato un aumento del tasso di scolarizzazione e alfabetizzazione.

Naturalmente poi il presidente statunitense rivendica il braccio di ferro sui dazi: "Abbiamo concluso accordi straordinari sul commercio con la Cina da una parte, e Messico e Canada dall'altra, i migliori accordi di sempre", e ha sottolineato il più basso tasso di disoccupazione di sempre fra i meriti della sua amministrazione.

Sul fronte del clima, il presidente ha promesso che gli Usa si uniranno all'iniziativa del World Economic Forum di mille miliardi di alberi (Plant-for-the-Planet). Ma non sarebbe Trump se non se la prendesse con gli ambientalisti: "Questo non è il momento del pessimismo sul clima", ha sottolineato Trump parlando di chi mette in guardia sul cambiamento climatico come "profeti di sventura".

L'impeachent? Una farsa

 E dal Forum di Davos Trump è tornato a denunciare: il processo di impeachment è "una farsa" e una "caccia alle streghe". Ai giornalisti che gli chiedevano perché non fosse a Washington, ha dichiarato: "Veniamo qui a incontrare i leader mondiali, le persone più importanti del mondo e concludiamo grandi affari economici". "Il resto è solo una farsa - ha aggiunto - è la stessa caccia alle streghe che dura da anni e, francamente, è vergognoso". 

Ma la portavoce della Casa Bianca, Stephanie Grisham assicura che "Donald Trump ha una giornata piena a Davos, ma sarà aggiornato periodicamente dallo staff" sull'andamento del processo per l'impeachment.