Nella comunità finanziaria internazionale li chiamano fallen angel, gli angeli caduti. Non stiamo parlando di cose bibliche ma, molto più prosaicamente, delle società che emettono obbligazioni e che hanno avuto di recente un peggioramento del loro merito di credito, con un conseguente calo del rating assegnato dalle grandi agenzie internazionali come Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch.

Nello specifico, i fallen angel sono quelle aziende il cui rating è sceso di recente al di sotto della tripla B, una soglia definita dagli addetti ai lavori come "investment grade". Benché si tratti di una questione di carattere puramente tecnico, tale distinzione può interessare molto anche gli investitori che vanno a caccia di opportunità sui mercati obbligazionari. Ne sono convinti gli analisti e i fund manager di M&G Investments, nota casa di gestione internazionale che ha una forte specializzazione nel settore del reddito fisso.

"La pandemia di Coronavirus e il crollo del petrolio hanno provocato un’impennata del numero di società declassate da investment grade a sub-investment grade", hanno scritto in un recente report gli esperti di M&G, aggiungendo poi un’altra considerazione importante: questa crescita di declassamenti non è necessariamente una cattiva notizia per gli investitori. Anzi, in un’ottica di medio e lungo termine rappresenta una opportunità.

Per quale ragione? Perché le obbligazioni emesse dai fallen angel nel lungo periodo hanno mediamente performance migliori rispetto ai bond emessi da società con rating superiore alla tripla B. Come sa bene chi conosce l’andamento sul mercato dei titoli a reddito fisso, non appena c’è un abbassamento del rating di un’obbligazione i prezzi del titolo colano a picco. Ciò si verifica soprattutto quando la valutazione scende appunto al di sotto dell’investment grade, trasformando il bond in un titolo classificato come high yield, cioè ad alto rischio e ad alto rendimento. Dunque, chi acquista sul mercato l’obbligazione di un fallen angel successivamente al declassamento, riesce spesso a spuntare ottimi affari. Se la situazione finanziaria della società declassata migliora, infatti, i prezzi dei bond riprendono a salire molto più velocemente degli altri titoli obbligazionari. Tuttavia, gli esperti di M&G invitano a non dimenticare un’avvertenza importante: il mercato dei titoli emessi dai fallen angel non è roba per "deboli di cuore".

Le quotazioni dei bond sono cioè molto volatili e danno appunto grandi soddisfazioni agli investitori soltanto nel medio e lungo periodo, cioè nell’arco di diversi mesi o anni. Bisogna dunque pesare sul piatto della bilancia tutti i pro e i contro, non dimenticando che tra i fallen angel ci sono state anche aziende finite rovinosamente in bancarotta come la famigerata Enron, il colosso energetico americano fallito nel 2001 in mezzo agli scandali finanziari. Ma ci sono pure società che restano in piedi e, dopo una fase di peggioramento del rating, vedono poi migliorare il loro merito di credito.

L’acquisto diretto delle obbligazioni di queste aziende è però una scommessa un po’ azzardata per un piccolo investitore privato che non dispone di grandi somme e non può costruirsi un portafoglio ben equilibrato. Meglio forse comprare le quote di un fondo o di un exchange traded fund (Etf) specializzato in questa categoria di obbligazioni. Si tratta infatti di prodotti finanziari che hanno patrimonio molto diversificato composto da decine di titoli diversi emessi da fallen angel o da bond high yield e possono così dosare bene l’esposizione al rischio. Anche se uno degli angeli caduti inclusi nel loro portafoglio finisce in bancarotta, dunque, le perdite per l’investitore sono limitate. La prudenza, insomma, è sempre consigliabile, soprattutto in questa fase delicata per i mercati finanziari.