Martedì 16 Aprile 2024

Bull market e bear market: significato e differenze

Come riconoscerli ed interpretarli al meglio: le differenze tra un mercato rialzista e uno ribassista.

Le caratteristiche dei bull e dei bear market (iStock)

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Roma, 19 febbraio 2024 – Chi opera nei mercati finanziari può imbattersi in due termini molto diffusi che, inizialmente, possono sembrare di difficile comprensione. Si tratta, nello specifico, di bull market e bear market, ovvero mercato toro e mercato orso, che stanno ad indicare due condizioni tra loro contrapposte. Nel primo caso, quello del bull market, ci si trova di fronte ad uno scenario finanziario contraddistinto da un mercato rialzista, in cui cioè gli asset finanziari salgono di valore, mentre nel caso di un bear market lo scenario è ribassista, in cui il valore medio degli asset scende. Malgrado la netta contrapposizione, comprendere con chiarezza quando ci si trova in una o nell’altra situazione non è sempre facile, soprattutto per chi è alle prime armi con gli investimenti finanziari. Tale aspetto rappresenta un problema non trascurabile, soprattutto considerando che i trend e le direzioni prese dal mercato hanno degli impatti significativi sul portafoglio degli operatori. Per comprendere le differenze esistenti è dunque necessario analizzare le caratteristiche tipiche di entrambi gli scenari, avendo cura di rimarcare gli elementi di dissonanza.

Bull e bear market, perché si chiamano così

Il primo elemento necessario a sottolineare le differenze tra bull e bear market è la comprensione dei due termini e il perché del riferimento ai due animali, toro e orso. Secondo la teoria dominante, il rimando a questi animali, considerati entrambi come aggressivi, sta nelle loro modalità di attacco. Il toro, nello specifico, incorna l’avversario con un movimento del capo che va dal basso verso l’alto, mentre l’orso colpisce utilizzando le sue zampe in una dinamica opposta, dall’alto verso il basso: ecco dunque spiegato perché nel primo caso si fa riferimento ad un mercato rialzista, mentre nel secondo ad uno ribassista. Vi è dunque un significato connotativo che viene applicato ai movimenti dei mercati. A quanto detto si aggiunge anche che in passato, specie in età elisabettiana, tori e orsi venivano fatti combattere nelle arene per dilettare le persone, altro riferimento questo che aiuta a capire quanto i due animali siano da diverso tempo intesi come tra loro contrapposti.

Bull market: le caratteristiche del mercato toro

Per analizzare le differenze tra mercato orso e toro, molto utile è individuare le caratteristiche tipiche di ciascuna delle due situazioni. Nel caso di un bull market, ad esempio, l’andamento dei prezzi dei titoli azionari ha una tendenza al rialzo. Tale innalzamento può riguardare l’intero mercato, solo un asset specifico o diversi settori che fanno riferimento a quello stesso ecosistema. È inoltre importante sottolineare che un mercato rialzista può essere contraddistinto da periodi di tempo nei quali i prezzi possono subire un consolidamento, ma tale aspetto non fa venire meno il rialzo che si è generato nelle fasi precedenti e che, verosimilmente, potrebbe riattivarsi portando i prezzi a salire ancora di più. Oltre all’andamento generale rialzista del mercato, ci sono una serie di altri fattori che contraddistinguono un bull market, tra cui: - un’offerta debole e una domanda forte, con il conseguente aumento dei prezzi. Molti vogliono comprare, ma pochi sono disposti a vendere; - l’elevata fiducia degli investitori, in quanto in un momento rialzista tutti cercano di partecipare in maniera attiva per trarre un profitto dalla situazione; - le persone hanno somme maggiori da poter investire per ottenere dei profitti più elevati, il che porta anche ad una crescita dei prezzi.

Le caratteristiche del bear market

Il bear market, è come detto, contraddistinto da un periodo ribassista dei prezzi, il che delinea uno scenario completamente opposto rispetto a quello del mercato toro in precedenza descritto. Ecco dunque che, in una fase orso, il mercato è contraddistinto da: - un’offerta forte e una domanda debole, con la risultante diminuzione dei prezzi data dal fatto che ci sono più persone disposte a vendere rispetto a quelle interessate a comprare; - gli investitori hanno poca fiducia e un sentiment negativo, ragione questa che li allontana dal mercato azionario e li spinge verso delle fonti di reddito più sicure. Circolano dunque meno soldi sul mercato azionario, con i prezzi che crollano; - l’economia debole porta a profitti minori sugli investimenti, visto che anche i consumatori sono orientati a spendere di meno in una scenario incerto e negativo.

Quando si passa da un un mercato bull a bear e viceversa

Comprese le caratteristiche tipiche del bull market e del bear market, è utile analizzare quali sono i campanelli d’allarme da tenere in considerazione per saper leggere lo scenario economico che si ha di fronte. A tal proposito di fondamentale importanza è l’analisi del mercato e la sua osservazione a lungo termine, per evitare di mal interpretare i movimenti temporanei e fisiologici degli indici. Molto sta dunque alla capacità di lettura di chi opera sui mercati finanziari, anche se ci sono delle regole non scritte che possono segnare il passaggio da un mercato orso a toro e viceversa: se molti indici di mercato subiscono una variazione di 15-20 punti percentuali è quasi certo che ci si trovi di fronte ad un'inversione di tendenza, al rialzo o al ribasso. Anche nel caso descritto, tuttavia, è necessario non sottovalutare l’aspetto di monitorare l’andamento degli indici nel lungo periodo, per evitare di incappare in errori di valutazione strategica.

Le strategie da adottare nei mercati orso e toro

La conoscenza approfondita delle condizioni di mercato descritte permette agli operatori finanziari di muoversi al meglio e di evitare perdite e svalutazioni dei loro portafoglio. Serve, naturalmente, una strategia che preveda di investire in titoli nel momento in cui un mercato si sta avviando ad una fase di rialzo e di rivendere gli stessi una volta che hanno raggiunto il picco. Occorre, come evidente, una buona capacità di lettura che passa dalla determinazione dell’inizio e della fine del periodo rialzista. Anche l’esperienza e lo studio di quanto avvenuto in passato può aiutare gli operatori finanziari: un bull market è spesso figlio di un’economia forte e in fase di rafforzamento. Fondamentale è dunque prestare attenzione all’andamento dei Pil pro capite nazionali, al tasso di occupazione e all’andamento della domanda. Nello scenario orso, invece, si assiste ad una situazione opposta e, per evitare di subire ingenti perdite o lo stagnazione dei titoli, è più strategicamente rilevante optare per investimenti sui titoli difensivi, ovvero quello che non accusano troppo i momenti di rialzo e ribasso.

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