Sono le tradizionali botteghe di quartiere come macellerie, panetterie o fruttivendoli ad avere dovuto rapidamente fare i conti con la nuova paura del Coronavirus e così, in pieno lockdown, hanno iniziato a familiarizzare anche con nuove forme di pagamento a prova di sicurezza sanitaria. Un trend che, da marzo ad oggi, ha fatto più che triplicare in Italia i pagamenti digitali dei piccoli commercianti, fino a registrare punte di incremento anche del 350%.

Stando ad uno studio degli analisti di SumUp, società di fintech basata a Londra che ha portato in Italia il Pos mobile, "la spinta dell’emergenza sanitaria ha fatto velocemente cambiare passo al piccolo commerciante di prossimità" e l’improvvisa "necessità di garantire la distanza interpersonale" ha fatto la differenza "nel negozio come al banco del mercato". Ma non solo. Il distanziamento sociale ha indirizzato il piccolo commerciante italiano verso i pagamenti digitali "anche per le tradizionali consegne a domicilio.

Secondo SumUp, in Italia si registrano "forti segnali di digitalizzazione" ed un terzo delle richieste di lettori di carte della fintech basata a Londra proviene "dal settore Food & Grocery". Ma non solo. È infatti in crescita l’utilizzo e gli ordini di lettori portatili anche "da parte di medici e negozi non alimentari che aumentano stabilmente a doppia cifra" evidenzia la rilevazione. "I dati confermano il ruolo positivo e i benefici collaterali dei pagamenti cashless che hanno consentito e agevoleranno molti esercenti nel mantenere attivo il proprio business garantendo la tutela della salute di tutti, accettando pagamenti digitali, anche da remoto, assicurando la distanza interpersonale con i clienti ed evitando contatti ravvicinati nonché lo scambio di denaro contante" commenta Marc-Alexander Christ, co-founder e Cfo di SumUp.Attraverso l’uso dei pagamenti digitali – ricorda Christ – "si osservano anche le misure di sicurezza per la protezione dei consumatori condivise dall’Eba-European Banking Authority".