Bruno Villois Borsa Italiana, che gestiste Piazza Affari, sta per passare di mano. I pretendenti sono tre. Dopo Deutsche Börse sono arrivate l’elvetica Six ed Euronex. La tedesca è di gran lunga la più grande, seconda in Europa solo a London Stock Exchange, e ha il vantaggio delle dimensioni e di avere alle spalle lo Stato....

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Borsa Italiana, che gestiste Piazza Affari, sta per passare di mano. I pretendenti sono tre. Dopo Deutsche Börse sono arrivate l’elvetica Six ed Euronex. La tedesca è di gran lunga la più grande, seconda in Europa solo a London Stock Exchange, e ha il vantaggio delle dimensioni e di avere alle spalle lo Stato. Euronex punta ad essere dominante a livello continentale e nel futuro potrebbe far gola alla Borsa cinese, che prima o poi cercherà di entrare con più peso nelle economie occidentali.

La svizzera Six rappresenta l’economia forse più solida del globo, sempre in linea con i parametri di sviluppo, grazie anche al valore del franco svizzero e al fatto di essere la cassaforte di straripanti ricchezze depositate lì da secoli. Borsa italiana, alcuni decenni or sono, azzardò il tentativo di acquisire la London stock, finendo poi per essere da essa acquisita.

Oggi che Lse se ne vuole liberare i pretendenti non mancano. Il motivo sta essenzialmente nelle potenzialità di crescita di Piazza Affari, visto che quasi tutti i colossi italiani non sono quotati. Ferrero, Lavazza, Barilla, i numeri uno dell’agro alimentare, i primi 10 gruppi del settore farmaceutico, con in testa Menarini, fresca di un’acquisizione da oltre un 1 miliardo di dollari, che porterà l’azienda a realizzare multipli molto rilevanti, Armani, re della moda italiana, e molte altre centinaia di aziende a capitale italiano con fatturati intorno al miliardo di euro potrebbero approdare al listino milanese. Borsa italiana, già oggi gode di una buona salute finanziaria e di una redditualità in linea con le migliori consorelle europee. Un ottimo affare per chi la comprasse.