Arretrano alcune nazionalità «storiche» come il Marocco, la Cina (foto) e il Bangladesh
Arretrano alcune nazionalità «storiche» come il Marocco, la Cina (foto) e il Bangladesh
La vitalità dell’imprenditoria straniera ritrova slancio e supera i livelli pre-pandemia. Nei primi sei mesi dell’anno il bilancio tra le nuove imprese aperte da stranieri e quelle che hanno chiuso i battenti ha fatto registrare un saldo positivo di 16.197 unità, per un totale di 639.341 imprese registrate al 30 giugno. La fotografia del settore, scattata da Unioncamere e InfoCamere, conferma la buona...

La vitalità dell’imprenditoria straniera ritrova slancio e supera i livelli pre-pandemia. Nei primi sei mesi dell’anno il bilancio tra le nuove imprese aperte da stranieri e quelle che hanno chiuso i battenti ha fatto registrare un saldo positivo di 16.197 unità, per un totale di 639.341 imprese registrate al 30 giugno.

La fotografia del settore, scattata da Unioncamere e InfoCamere, conferma la buona ripresa della nostra economia, con le imprese straniere che si attestano stabilmente al 10,5% del totale, confermandosi parte strutturalmente significativa del tessuto imprenditoriale nazionale. La Toscana ha la percentuale più alta di imprenditoria straniera: 14,4%, quasi affiancata dalla Liguria (14,3%), che a sua volta precede la Lombardia (13%), mentre Basilicata (3,9%), Valle d’Aosta e Sicilia (6,1%) fanno registrare concentrazioni meno significative. In valore assoluto però la Lombardia guida la classifica, con 124.603 imprese guidate da persone provenienti dall’estero. Seguono il Lazio (81.938) e la Toscana (58.937).

In testa alla classifica dei settori più attrattivi c’è il commercio al dettaglio, dove si contano 160.415 imprese, seguono i lavori di costruzione specializzati (123.225) e la ristorazione (49.339). La maggiore concentrazione, a livello settoriale, si rileva nelle attività della confezione di articoli di abbigliamento, dove le 17.039 imprese registrate rappresentano il 33% di tutto il comparto a livello nazionale.

Guardando invece alla provenienza, arretrano, seppur lievemente, alcune nazionalità "storiche", come il Marocco (-230 unità), che resta però stabilmente al primo posto con 63.583 imprese (12,9% del totale delle imprese individuali straniere). Arretrano anche Cina (-324) e Bangladesh (-392), rispettivamente al terzo e quinto posto. Cresce invece di 440 unità la Romania, che consolida la seconda posizione con 53.079 imprese, analogamente ad Albania (+897), al quarto posto con 35.627 imprese, e Pakistan (+510), al settimo posto con 19.605 imprese individuali. Stabile al sesto posto l’Egitto con 20.318 imprese.