7 feb 2022

Etichette nutrizionali dei cibi: la guerra della Ue

Si studia un sistema comunitario per le informazioni nutrizionali in etichetta

davide gaeta
Economia
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Nutri-Score

Il tema delle informazioni nutrizionali in etichetta alimenta da tempo un importante dibattito a Bruxelles tra eurodeputati e lobbisti del settore. La Commissione europea ha infatti avviato ad inizio 2021 una consultazione pubblica, in attesa che si esprima il parlamento europeo, per proporre un sistema di etichettatura nutrizionale obbligatorio che sia però uguale a livello comunitario entro la fine del 2022. La controversia riguarda le nuove regole su come visualizzare le informazioni nutrizionali sulle etichette degli alimenti. La proposta francese Nutri-Score è un’etichetta colorata che valuta cibi e bevande in base al loro valore nutrizionale; da A (scelte più salutari) a E (scelte meno salutari); ogni lettera corrisponde a un colore. secondo i promotori, uno dei vantaggi è aiutare i consumatori a identificare l’opzione più salutare. ad esempio, i consumatori possono confrontare il valore nutritivo dei cereali per la colazione e optare per una scelta per un prodotto con punteggio “b” invece di uno con punteggio “c”. Il Nutri-Score è già l’etichetta più popolare tra i Paesi membri influenti della Ue, essendo stata condivisa da Francia, Germania e Spagna. L’Italia è profondamente contraria allo schema di semaforo poiché gli indicatori utilizzati penalizzano le produzioni tipiche mediterranee come l’olio d’oliva e il parmigiano ed in generale proprio la produzione del sud Europa come le denominazioni di origine (DopIgp) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare, a vantaggio dell’industria alimentare multinazionale fortemente centrata sul brand aziendale. Fortunatamente un certo scetticismo sull’ ipotesi di proseguire con questa proposta tal quale si sta diffondendo persino tra i primi fautori dello schema a semaforo, anche perché i deputati europei dei Paesi ricchi di produzioni tipiche, come la Francia stessa, cominciano a subire le pressioni dei consorzi di tutela e delle organizzazioni del settore per difendere le loro specialità nazionali. A Bruxelles, dunque, la faida sull’etichettatura ha cominciato a ...

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