Nomi di fantasia e sivle utilizzati al posto degli omissis nelle sentenze. È la scelta del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), l’equivalente del Consiglio di Stato per la Sicilia, per rendere più comprensibili gli atti e tutelare allo stesso tempo la privacy. Il caso specifico, deciso dai giudici siciliani, riguardava infiltrazioni mafiose attraverso contiguità, connivenze, assunzione di dipendenti: se il testo fosse stato ripulito sarebbe stato un susseguirsi di "omissis" o di sigle.