Stabilito che, a dire che rientrerà nel Pd, è uno – Massimo D’Alema – che nel Pd non ha mai creduto (lo definì "amalgama mal riuscito"), il segretario del Pd Enrico Letta prova a chiudere il caso nato dalle parole del lider maximo che, due giorni fa, annunciando il rientro di Articolo 1 nel Pd, ha bollato la stagione di Renzi segretario (quando lui se ne andò con Bersani) come "una...

Stabilito che, a dire che rientrerà nel Pd, è uno – Massimo D’Alema – che nel Pd non ha mai creduto (lo definì "amalgama mal riuscito"), il segretario del Pd Enrico Letta prova a chiudere il caso nato dalle parole del lider maximo che, due giorni fa, annunciando il rientro di Articolo 1 nel Pd, ha bollato la stagione di Renzi segretario (quando lui se ne andò con Bersani) come "una malattia". La presa di posizione del Nazareno ("profonda irritazione") ha tacitato anche la componente dem più sensibile a sentirsi offesa. Cioè gli ex renziani rimasti nel partito: "Il caso è chiuso" dicono i componenti di Base Riformista, a partire dal coordinatore, Alessandro Alfieri. Più netta Sandra Zampa, storica ex portavoce di Romano Prodi, oggi alla Salute (quindi a stretto contatto con Roberto Speranza, che di Articolo 1 è il segretario) come consulente, e già sottosegretaria, che dice: "D’Alema ha fatto grandissimi danni al Pd. Non c’è mai stato un progetto nel quale D’Alema ha creduto. Il Pd deve aprire le sue porte a chi crede nel progetto".

Il nodo del rapporto con Articolo 1, però, si ripresenterà presto. Continua il percorso comune nelle Agorà, che hanno già visto la partecipazione di Speranza, Bersani (non di D’Alema) e Arturo Scotto, coordinatore di Articolo 1: ora chiedono di partecipare alla vita del Pd, ricevendo, prima, precise garanzie in viste delle elezioni politiche (leggi: posti in lista). Il capogruppo alla Camera di LeU, Federico Fornaro, la mette alta: "Bisogna guardare avanti, non indietro. È il momento di ripensare la sinistra e noi vogliamo essere il lievito di questa nuova fase". Ma se, a sinistra, non tutti sono disposti a fare posto agli (ex) reprobi (tace l’area di Orlando-Provenzano, mentre Cuperlo difende le ragioni di chi "nel Pd è sempre rimasto"), il pop-dem Beppe Fioroni avverte: "Se la logica delle Agorà fosse questa, la scommessa di Letta sarebbe inficiata dal revanscismo degli esuli". Ecco, appunto.

Ettore Maria Colombo