Piazza San Pietro (LaPresse)
Piazza San Pietro (LaPresse)

Città del Vaticano, 11 aprile 2019 - Sono tante le carte che si vanno accumulando sulla scrivania del professor Gian Piero Milano, promotore di giustizia del Tribunale vaticano, praticamente il pm di Oltretevere. In Vaticano i processi teoricamente sarebbero pubblici ma essendo uno Stato dove si entra solo col permesso e non venendo sempre comunicati dalla Sala stampa vaticana, non di rado i processi sono stati o sono del tutto segreti. È accaduto con un procedimento per truffa, quello all’arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore, il polacco monsignor Moraviec. La stampa lo scoprì ma nonostante ciò l’aula del tribunale non fu aperta a nessun cronista e si arrivò alla condanna senza che il Vaticano abbia mai pubblicato una riga in merito. Certo, ogni anno c’è la relazione del pm vaticano per la tradizionale inaugurazione dell’anno giudiziario che però dice solo i numeri, non i nomi e le circostanze dei processi. A futura memoria si troverà tutto negli Acta apostolicae sedis, un librone a cui pure è difficile l’accesso. Ci sono ovviamente eccezioni come il famoso processo al maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, e quello sul trafugamento dei documenti riservati della Santa Sede che ha visto imputati Francesca Chaouqui e monsignor Vallejo Balda. È stato grazie al pressing della stampa che si è potuto assistere alle udienze in regime di pool e senza registratori.

Attualmente sono almeno tre i procedimenti in corso di cui si sa poco o niente. Sono appena state concluse fitte indagini a proposito del caso di presunte violenze sessuali nel preseminario San Pio X, la scuola dei chierichetti del Papa. Sono stati sentiti trenta testimoni e ci sono più imputazioni ma ancora non si è deciso se procedere col rinvio a giudizio. Bisognerà vedere anche come si deciderà di applicare le nuove norme introdotte da Francesco sulla pedofilia: alcuni adolescenti coinvolti avevano più di 16 anni all’epoca dei fatti. Rimane poi sospeso il processo ad Angelo Caloia, potentissimo presidente dello Ior per un ventennio, dal 1989 al 2009, e ora nella polvere dopo essere stato estromesso dalla Veneranda Fabbrica del Duomo e imputato in Vaticano insieme col legale Gabriele Liuzzo con l’accusa di peculato e autoriciclaggio per una storia di dismissioni immobiliari. C ’è infine un nuovo caso che riguarda un immobile dell’Apsa adibito ad uso commerciale. Ci sarebbero stati ammanchi significativi e ora il proseguo dell’attività è in forse.