Partono domani le selezioni per trovare i 90 volontari che si faranno iniettare, dal 24 agosto, il vaccino anti Covid-19 sperimentato all’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. Uomini e donne sani, di età compresa tra i 18 e i 55 anni e tra i 65 e gli 85 anni, iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, che non abbiano partecipato ad altri studi clinici negli ultimi 12 mesi e che non abbiano contratto il Coronavirus: è questo l’identikit del volontario. La selezione, spiega il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito si...

Partono domani le selezioni per trovare i 90 volontari che si faranno iniettare, dal 24 agosto, il vaccino anti Covid-19 sperimentato all’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. Uomini e donne sani, di età compresa tra i 18 e i 55 anni e tra i 65 e gli 85 anni, iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, che non abbiano partecipato ad altri studi clinici negli ultimi 12 mesi e che non abbiano contratto il Coronavirus: è questo l’identikit del volontario. La selezione, spiega il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito si baserà su una serie di paramenti biologici, clinici e di disponibilità.

È dunque partita la caccia ai 90 volontari: alla prima visita per valutare lo stato di salute ne seguiranno altre otto (ciascuna di mezz’ora) nel corso di sette mesi. Il giorno della vaccinazione sarà necessario restare in osservazione allo Spallanzani per circa quattro ore: per il tempo e per l’impegno richiesto è prevista un’indennità stabilita dalla legge. Ogni gruppo di volontari sarà suddiviso in tre sottogruppi a ciascuno dei quali verrà somministrato un diverso dosaggio, la prima visita di controllo scatterà due giorni dopo la vaccinazione e l’ultima dopo 6 mesi.

ll vaccino, realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera, con sede a Castel Romano, ha già superato i test preclinici effettuati sia in vitro che su animali che hanno evidenziato "la forte risposta immunitaria indotta e il buon profilo di sicurezze". Questo vaccino si basa sul principio del vettore virale non replicativo ossia incapace di produrre infezione nell’uomo.

Regione Lazio e Ministero della Ricerca hanno erogato 5 milioni di euro per la sua realizzazione. Se i risultati di questa fase saranno positivi si potrà passare alla fase due che potrebbe iniziare già in autunno e che vedrà il coinvolgimento di un numero maggiore di volontari. Ma non c’è solo questa speranza. A breve sarà in pista per la sperimentazione anche il vaccino prodotto da Takis e Rottapharm Biotech basato su una innovativa tecnica che utilizza il Dna. I test di questo secondo candidato saranno coordinati dalla Asst di Monza con l’Università di Milano Bicocca, e si terranno insieme ad altri 2 centri italiani, coinvolgendo 80 volontari. In tutto, dunque, i volontari della prima linea sono 170. Sono 44 le sperimentazioni in corso nel mondo sui vaccini, come riportato nell’ultimo aggiornamento del monitoraggio dell’Iss, e di questi il 36% è nella fase 1 mentre il 43% in una fase 12. A partecipare alla ‘gara’ sono diversi paesi nel mondo, con la Cina che ha avviato ben 15 test ma è la Russia ad aver annunciato di essere più avanti di tutti tanto da dichiararsi pronta a iniziare una vaccinazione di massa il prossimo ottobre.