Roberto Giardina Cuba apre al mondo, e spera in Joe: le imprese straniere potranno sbarcare sull’isola. Erano autorizzate 127 attività, ora duemila, e si potrà agire senza limiti. La rivoluzione di Fidel è sopravvissuta a oltre mezzo secolo d’embargo, imposto dagli Usa, anche dopo il crollo dell’Urss. Ma ora il Covid ha di nuovo messo in ginocchio l’economia, e sono...

Roberto

Giardina

Cuba apre al mondo, e spera in Joe: le imprese straniere potranno sbarcare sull’isola. Erano autorizzate 127 attività, ora duemila, e si potrà agire senza limiti. La rivoluzione di Fidel è sopravvissuta a oltre mezzo secolo d’embargo, imposto dagli Usa, anche dopo il crollo dell’Urss. Ma ora il Covid ha di nuovo messo in ginocchio l’economia, e sono quasi scomparsi i turisti stranieri, che portano valuta pregiata in cambio di ospitalità (di ogni genere) e di nostalgia, per chi non dimentica Hemingway. E da domani chi arriva, annuncia l’Avana, i turisti potranno vaccinarsi gratis. Un’offerta senza fini di lucro, si ribadisce. Il Soberana 2, il vaccino cubano, è ottimo anche secondo i controlli internazionali. Non basta: dal primo gennaio il governo ha abolito la doppia valuta, dollaro e peso, cambiati a una parità artificiale. Un vantaggio per gli investitori e i turisti, per i cubani aumentano i prezzi. L’Avana spera in Joe Biden, che ha scelto un ministro di origine cubana, Alejandro Mayorkas, responsabile per l’immigrazione. Giunse a un anno nel 1960, con i genitori in fuga da Castro. Tra poco, il 17 aprile, sarà trascorso mezzo secolo dalla fallita invasione voluta da Kennedy alla Baia dei Porci. Alejandro piace agli esuli in Florida, meno ai castristi. Comunque è un segnale. Nel dicembre dell’’88, andai a Cuba con mia moglie per il trentesimo anniversario della rivoluzione. Davanti all’hotel, Fidelina giovane madre di colore chiese a Fernanda di comprare per lei pannolini e omogeneizzati per la sua bambina nella "Tienda" dell’albergo, vietata ai cubani. Fernanda rifiutò i pesos, e Fidelina le donò un souvenir di pezza fatto con le sue mani. Oggi quella neonata sarà madre a sua volta, ma la situazione a Cuba è cambiata poco. Domani forse andrà meglio, senza tornare ai tempi di Batista, il dittatore cacciato da Castro.