di Viviana Ponchia Scalzi, poco affettuosi, infreddoliti. E prudenti al limite della maleducazione. Il Covid porta a tavola un nuovo galateo: buon appetito e buona fortuna a chi vuole affrontare questa prova di resistenza con la coscienza pulita. I migliori si riconoscono dalla prima domanda sulla porta di casa: allora quanti siamo? Se è sei storcono il naso, a otto salutano e...

di Viviana Ponchia

Scalzi, poco affettuosi, infreddoliti. E prudenti al limite della maleducazione. Il Covid porta a tavola un nuovo galateo: buon appetito e buona fortuna a chi vuole affrontare questa prova di resistenza con la coscienza pulita. I migliori si riconoscono dalla prima domanda sulla porta di casa: allora quanti siamo? Se è sei storcono il naso, a otto salutano e se ne vanno. Un ossessivo è da mettere in conto in ogni famiglia. Sarà lui a punire i trasgressori e a stanare il cugino diciottenne che si fa passare per under 14. Potesse consiglierebbe a tutti di non respirare. Si accontenta di ricordare le attività via via più rischiose: parlare, parlare a voce alta, cantare, tossire e – orrore – starnutire.

L’apocalisse è il modello paradossale proiettato dagli esperti: stanza di 60 metri quadrati. Quattordici persone tra cui un imboscato positivo. Cinque ore passate a bere, mangiare, sbraitare e scartare regali senza mascherina e senza arieggiare. Risultato? Tre contagiati. Per cui guai a chi si azzarda a intonare Jingle Bells. E per favore mani a posto. Niente abbracci, niente smancerie. E niente scarpe.

L’ossessivo dà il buon esempio e pretende come da accordi pre-conviviali le ciabattine usa e getta. Quindi conta i posti a tavola e se un metro e mezzo di distanza non lo convince propone la disposizione a scacchiera. Sempre insoddisfatto, trasferisce due commensali sul divano

e spalanca le finestre. Ha distribuito bicchieri di plastica colorati con sopra i nomi per evitare scambi temerari. Sussurra: vietato versare agli altri acqua e vino e chi urla cin cin è fuori.

Non lo ferma più nessuno: non azzardatevi a scambiarvi i piatti, le posate sono sacre, gli avanzi materiale radioattivo da riscaldare a 60 gradi a vostro rischio e pericolo. Chiama la zia da Agrigento? Proibito passarsi il telefonino. Se la cuoca ha piluccato in cucina confessi subito e sarà graziata: in fondo è Natale.