Un recente precedente rischia di arrecare non poco imbarazzo a Riccardo Nencini, il senatore Iv-Psi che martedì scorso ha votato la fiducia a Conte. Quando nel maggio scorso si esaminò la mozione di sfiducia al ministro Bonafede i renziani che pure ostacolavano il Guardasigilli votarono per salvare Bonafede, in nome della leatà alla coazione. Nencini invece voto la sfiducia in nome del garantismo, lui che viene da una tradizione socialista. Una mossa che adesso potrebbe rivoltarglisi contro.

Analogo imbarazzo della "garantista" Sandra Lonardo Mastella, anche lei passata martedì tra le file della maggioranza. "Mia moglia è una garantista, incerta su Bonafede", ha detto ieri Clemente Mastella.