Spiagge avanti tutta per una stagione che si annuncia migliore della precedente. Il ministro del Turismo Garavaglia ha chiarito che non c’è un divieto alla riapertura prima del 26 aprile e che spetta alle Regioni fissare le regole. "E tutte le Regioni – osserva Antonio Capacchione, presidente del sindacato italiano balneari, lido a Margherita di Savoia, in Puglia – hanno intenzione di confermare le regole della scorsa stagione, che hanno dimostrato di funzionare bene. La prossima settimana ci attendiamo che tutte le Regioni forniranno un quadro preciso delle date delle riaperture e delle regole, sia regionali che, eventualmente, comunali. La stagione potrà sostanzialmente partire tra inizio e fine...

Spiagge avanti tutta per una stagione che si annuncia migliore della precedente. Il ministro del Turismo Garavaglia ha chiarito che non c’è un divieto alla riapertura prima del 26 aprile e che spetta alle Regioni fissare le regole. "E tutte le Regioni – osserva Antonio Capacchione, presidente del sindacato italiano balneari, lido a Margherita di Savoia, in Puglia – hanno intenzione di confermare le regole della scorsa stagione, che hanno dimostrato di funzionare bene. La prossima settimana ci attendiamo che tutte le Regioni forniranno un quadro preciso delle date delle riaperture e delle regole, sia regionali che, eventualmente, comunali. La stagione potrà sostanzialmente partire tra inizio e fine maggio. Comunque, per il ponte del 2 giugno, tutte le spiagge italiane saranno pienamente funzionanti".

ORDINANZE BALNEARI

Emilia Romagna, Marche e Abruzzo hanno già emesso le cosiddette ’ordinanze balneari’ che appunto sostanzialmente confermano le regole dello scorso anno, con un distanziamento minimo di 10 metri per Marche ed Abruzzo e di 12 per l’Emilia Romagna, anche se con una eccezione. "La novità che introduciamo quest’anno – dice l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini – è la possibilità, in caso di mareggiate e quindi di erosione dell’arenile, di ridurre da 12 metri a 10,5 l’area occupata dall’ombrellone. Per il resto il protocollo è quello adottato con successo l’anno scorso. L’Emilia Romagna è pronta ad aprire le sue spiagge dal 15 maggio". Nelle Marche l’ordinanza balneare dà invece la possibilità ai concessionari di occupare anche spazi laterali allo stabilimento, ove disponibili, per poter dare più distanziamento.

DISTANZIAMENTO

L’impegno è "assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) — si legge nelle nuove linee guida aggiornate delle Regioni — in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone, indipendentemente dalla modalità di allestimento della spiaggia (per file orizzontali o a rombo). Tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro".

PREVENZIONE

Va predisposta "una adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità. Si promuove, a tal proposito, l’accompagnamento all’ombrellone da parte di personale dello stabilimento adeguatamente preparato (steward di spiaggia) che illustri ai clienti le misure di prevenzione da rispettare". Resta ovviamente l’obbligo dell’igienizzazione di lettini e tavolini prima di un nuovo utilizzo e l’obbligo dell’uso della mascherina per il personale dei lidi. Entrata e uscita dovranno essere differenziate, verranno installati dispenser di igienizzanti ed è ancora previsto il divieto di uso promiscuo delle cabine, a meno che non ci sia convivenza o se si è membri dello stesso nucleo familiare.

REGISTRAZIONE

La registrazione via app o di persona è assolutamente confermata, in modo da consentire il tracciamento nel caso di focolai. La registrazione via app è invece necessaria per le spiagge libere, anche per garantire il distanziamento. Per le spiagge libere il documento delle regioni dice che "al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone e gli interventi di pulizia e disinfezione dei servizi eventualmente presenti si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza", ma su questo ci sono problemi perché non è chiaro chi dovrebbe pagare e gestire gli assistenti.

a. farr.