Venerdì 17 Maggio 2024

Tumori, in due anni 14mila casi in più in Italia: è allarme per gli stili di vita

Nel 2022 le nuove diagnosi sono stimate a 390.700. A incidere sui dati non sono solo i ritardi causati dal Covid: la metà delle morti potrebbe essere evitatata intervenendo sui comportamenti scorretti

Roma, 19 dicembre 2022 - Aumento allarmante delle diagnosi di cancro in Italia: nel 2022 i nuovi casi sono stimati a 390.700, oltre 14 mila in più rispetto al 2020. A seguito di decenni caraterizzati da notevoli progressi, la pandemia di Covid-19 ha determinato una battuta d'arresto nella lotta ai tumori, fatto che sicuramente influirà ancora sull'incidenza futura della malattia. Ma la risalita è colpa anche degli stili di vita scorretti, che aumentano il rischio di sviluppare patologie neoplastiche: circa un terzo della popolazione adulta è sovrappeso e uno su 10 è obeso; quasi un quarto fuma, e coloro che vivono una vita sedentaria sono aumentati dal 23% nel 2008 al 31% nel 2021.

Il 24% della popolazione adulta fuma (Ansa/Claudio Onorati)
Il 24% della popolazione adulta fuma (Ansa/Claudio Onorati)

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Gli effetti della pandemia

Nel 2020 si è registrato un calo significativo delle nuove diagnosi, legato in parte all'interruzione degli screening. Nel 2021 si è già osservato un ritorno ai dati pre-pandemici: in particolare, lo screening mammografico raggiunge la copertura del 46% (nel 2020 si era attestato al 30%), per il colon-retto del 30% (era pari al 17% nel 2020) e per la cervice uterina del 35% (era al 23% nel 2020). Inoltre, alla riattivazione dei programmi di prevenzione secondaria corrisponde un incremento del numero di interventi chirurgici per cancro del colon-retto e della mammella, anche in stadio iniziale. L'emergenza sanitaria, però, "ha messo in risalto ancora di più le fragilità di questi programmi, già evidenti in epoca prepandemica", si legge nel rapporto I numeri del cancro in Italia 2022, presentato oggi al ministero della Salute e frutto della collaborazione tra Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Airtum, Fondazione Aiom, Ons, Passi, Passi d'argento e Siapec. Dunque, l'obiettivo non è recuperare i ritardi indotti dalla pandemia, ma ottenere livelli di copertura ottimali che, secondo gli autori del volume, non si sono raggiunti nemmeno prima della crisi. 

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I fattori di rischio comportamentali

Oggi si assiste alla ripresa dei casi di cancro come in altri paesi europei. Quadro che rischia di peggiorare se non si pone un argine proprio agli stili di vita scorretti: il 40% dei casi e il 50% delle morti oncologiche possono essere evitati intervenendo su fattori di rischio prevenibili. Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2022, è il carcinoma della mammella (55.700 casi, +0,5% rispetto al 2020), seguito dal colon-retto (48.100, +1,5% negli uomini e +1,6% nelle donne), polmone (43.900, +1,6% negli uomini e +3,6% nelle donne), prostata (40.500, +1,5%) e vescica (29.200, +1,7% negli uomini e +1,0% nelle donne). Questi dati "invitano sempre di più a rafforzare le azioni per contrastare il ritardo diagnostico e per favorire la prevenzione secondaria e soprattutto primaria, agendo sul controllo dei fattori di rischio a partire dal fumo di tabacco, dall'obesità, dalla sedentarietà, dall'abuso di alcol e dalla necessità di favorire le vaccinazioni contro le infezioni note per causare il cancro, come quella contro l'Hpv", afferma Saverio Cinieri, Presidente Aiom.

Il dato positivo, però, è che a fronte dei 2,5 milioni di cittadini che vivevano in Italia nel 2006 con una pregressa diagnosi di tumore, si è passati a circa 3,6 milioni nel 2020, il 37% in più di quanto osservato solo 10 anni prima: infatti, oggi il cancro è una "patologia cronica potenzialmente più prevenibile e anche più 'curabile' rispetto al passato", ricorda il report. 

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