di Elena G. Polidori I livelli sono quelli del 2011, gli sbarchi non si fermano, Lampedusa è al collasso e nell’hotspot di contrada Imbriacola ci sono ora 950 persone, 10 volte la capienza prevista. Una situazione che ha spinto il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, a lanciare un appello al premier, Giuseppe Conte. "L’hotspot sta scoppiando, ci sono oltre novecento persone su una capienza di cento ospiti. Mi rivolgo direttamente a Conte. Il centro d’accoglienza va svuotato subito, non possiamo aspettare le navi quarantena". Quindi, ha aggiunto: "La situazione è molto grave. Non riesco a capire per quale motivo, essendoci stati più sbarchi in questo periodo...

di Elena G. Polidori

I livelli sono quelli del 2011, gli sbarchi non si fermano, Lampedusa è al collasso e nell’hotspot di contrada Imbriacola ci sono ora 950 persone, 10 volte la capienza prevista. Una situazione che ha spinto il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, a lanciare un appello al premier, Giuseppe Conte. "L’hotspot sta scoppiando, ci sono oltre novecento persone su una capienza di cento ospiti. Mi rivolgo direttamente a Conte. Il centro d’accoglienza va svuotato subito, non possiamo aspettare le navi quarantena". Quindi, ha aggiunto: "La situazione è molto grave. Non riesco a capire per quale motivo, essendoci stati più sbarchi in questo periodo rispetto al 2011, quella volta venne dichiarato lo stato di emergenza e ora si fa finta di niente. Come si fa a dire che non è un’emergenza?". La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha ribadito ieri che "i migranti economici" giunti in Italia dopo l’8 marzo 2020 non avranno "alcuna possibilità di regolarizzazione", e saranno dunque rimpatriati, ma intanto l’emergenza dilaga e le risposte vere, immediate, latitano. Lamorgese, sempre ieri, ha parlato anche di "passi obbligati per gestire l’impatto di un flusso straordinario di sbarchi autonomi di migranti economici reso ancora più complesso dall’emergenza Covid-19". E questo perché "in questo mese di luglio - ha spiegato la titolare dell’Interno - ha influito la crisi economica senza precedenti che sta producendo un numero eccezionale di partenze dalla Tunisia". Il Viminale sta cercando di parare i colpi a livello politico e operativo, anche col noleggio di due navi con capienza di almeno 600 posti, arrivate per gara bandita dal ministero dei Trasporti. Ma la questione politica intorno alla materia migranti sembra incandescente, al pari della situazione lampedusana. Nella maggioranza di governo si è trovata un’intesa per il superamento dei decreti sicurezza, firmati da Matteo Salvini nel governo Conte 1 (e questo nonostante le successive polemiche interne al M5s), ma intanto, per il resto di questa estate, il governo continuerà a gestire l’emergenza immigrazione proprio con i decreti di Salvini, visto che ogni modifica è rinviata a settembre, nonostante il pressing del Pd che da mesi chiede il rispetto di uno dei punti qualificanti dell’intesa di governo.

Però il M5s, come si diceva, non vuole saperne e il premier, Giuseppe Conte, nicchia. E l’emergenza immigrazione con l’aggravante Covid dà fuoco alle polveri dell’opposizione. Con Salvini che ieri non ha mancato di girare il coltello nella ferita interna alla maggioranza sul tema: "A creare sfiducia e a danneggiare l’Italia è Conte, che guida un governo complice di scafisti e venditori di morte - ha detto il leader della Lega - che sta permettendo l’ingresso in Italia di migliaia di clandestini, anche positivi al Covid-19".

Conte gli ha risposto a distanza: "Trovo grave che si alimenti strumentalmente un clima di sfiducia che non trova corrispondenza nella realtà". Ma poi è arrivata anche Giorgia Meloni: "Il M5s prometteva ‘sbarchi zero’, Conte diceva che avrebbero messo fine al business dell’immigrazione. Ecco a voi i risultati…". A risponderle è stato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: "Con il ministero dell’Interno - ha detto - stiamo analizzando ogni dettaglio. Abbiamo le idee chiare, non servono slogan o urla, ma bisogna agire con determinazione".