Bernardo Caprotti (Newpresse)
Bernardo Caprotti (Newpresse)

Milano, 8 ottobre 2016 - Ville, castelli, appartamenti da Londra a New York ma anche quadri, auto d’epoca, armi da caccia e ovviamente soldi e titoli. Nel destinare, a parenti e dipendenti, il suo immenso patrimonio, Bernardo Caprotti ha usato nel testamento la stessa meticolosità e precisione con la quale il sabato mattina visitava i suoi supermercati, un po’ contrariato negli ultimi anni perché spesso veniva riconosciuto. Ma come e a chi sono andati questi enormi beni?

Il fondatore di Esselunga ha destinato alla figlia Violetta – con cui negli ultimi giorni prima della morte si dice fossero stati riallacciati i rapporti – l’immobile che più gli era caro. Si tratta del castello di Bursinel sul lago Lemano, nel Canton Vaud della Svizzera, completo di terreni, vigneti e boschi per un totale di 45 ettari. E sempre a Violetta è stata lasciato l’appartamento al 907 di Fifth Avenue, nel cuore di Manhattan, la casa di via Bigli a Milano e alcuni quadri tra cui un olio di Zandomeneghi.

Al primogenito Giuseppe sono rimaste la villa di famiglia dei Caprotti ad Albiate (con gli arredi, la biblioteca di 4mila volumi del bisnonno Giuseppe, l’archivio di famiglia e alcuni quadri tra cui una natura morta di De Chirico), l’appartamento sul Golf di Monticello a Cassina Rizzardi (Como) e l’appartamento di Verbier in Svizzera.

Uno dei dipinti più importanti è stato destinato al Museo del Louvre. Si tratta de La Vergine col coniglio bianco di Manet, con l’onere che venga esposto accanto al Tiziano originale mentre sono state cancellate le donazioni alla Galleria di Arte Moderna di Milano dopo la cattiva esperienza con un dipinto di scuola leonardesca alla Pinacoteca Ambrosiana. Alla moglie Giuliana sono state lasciate Le rose bianche di Fantin Latour e alla figlia Marina una modesta madonna a pastello di Zandomeneghi. Altri dodici quadri sono stati ripartiti tra i nipoti e due dipinti di fiori di Mario Nuzzi andranno alla segretaria storica Germana Chiodi.

Dopo averle donate, si dice, qualche anno fa cash e titoli per 10 milioni di euro, sempre alla Chiodi Caprotti avrebbe lasciato la metà dei due conti titoli (presso Credit Suisse e Deutsche Bank) e del conto corrente sempre presso la banca tedesca. L’altra metà andrà invece divisa tra i cinque nipoti: i tre figli di Giuseppe (Tommaso, Margherita e Giovanni) e i due figli del fratello minore Claudio, Andrea e Fabrizio. Al ragioniere di una vita, Cesare Redaelli, vanno invece 2 milioni di euro.

Oltre ai quadri, Giuliana ha ricevuto un altro appartamento sul Golf di Monticello, l’intera proprietà di Fubine nel Monferrato, la barca ‘Alfamarine’, la metà della casa di Skiathos in Grecia. L’altra metà è stata lasciata alla figlia Marina che riceve anche 8 milioni per comprarsi la casa di Egerton Terrace a Londra.

Il testamento prevede anche che la storica automobile Bentley sia data in eredità al genero Francesco Moncada di Paternò con la volontà di Caprotti che il marito della figlia Marina riesca a far diventare veramente vintage l’auto. Saranno poi ripartite anche le poche armi da caccia utilizzate nelle varie proprietà.