Il cascinale esploso nell'Alessandrino (Ansa)
Il cascinale esploso nell'Alessandrino (Ansa)

Alessandria, 8 febbraio 2021 -  La giustizia ha messo un primo punto fermo nella vicenda dell'esplosione alla cascina di Quargnento, avvenuta nelle campagjne dell'Alessandrino nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2019 r che cosò la vita a tre vbigili del fuoco. Questa mattina sono stati infatti condannati a 30 anni di reclusione Giovanni Vincenti e la moglie Antonella Patrucco: il tribunale ha accolto le richieste dell'accusa.Vincenti, propietario della cascina (presente in aula questa mattina) e la moglie Antonella Patrucco sono accusati di omicidio plurimo aggravato e per loro il pm Enrico Cieri ha chiesto la condanna a 30 anni.

Le vittime

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Le tre vittime di una vicenda increcibile - Matteo Gastaldo, 46 anni, Marco Triches, 38 anni ed Antonio Candido, 32 anni -  facevano parte della squadra dei vigili del fuoco accorsa, dopo un'esplosione, in una cascinale a Quargnento. Giunti sul posto avevano allertato il proprietario dell'immobile, Giovanni Vincenti ma, una successiva esplosione, aveva provocato la morte dei tre pompieri ed il ferimento di un carabiniere ed altri due vigili del fuoco.

I fatti

Le indagini avevano  fatto emergere che l'esplosione non era stata un fatto accidentale ma era stata provocata. In quei giorni, inizialmente Giovanni Vicenti parla di invidie nei suoi confronti, di possibili vendette, ma il ritrovamento del foglietto di istruzioni del timer utilizzato per provocare l'esplosione, nella sua camera da letto, lo fa crollare e confessa. Motivo del gesto la possibilià di riscuotere un'assicurazione per un milione e mezzo di euro, stipulata nei mesi precedenti, che avrebbe potuto risolvere i problemi economici dell'uomo che come avevano appurato gli inquirenti, versava in una situazione di "esposizione fortemente debitoria". Ai pompieri che lo chiamano Vincenti non svela però che nella cascina ci sono altre cinque bombole non esplose ed è la strage.

Il processo

In un primo processo, con rito abbreviato per crollo, truffa all'assicurazione e lesioni dei carabinieri e del vigile del fuoco rimasti feriti nell'esplosione, Giovanni Vincenti e la moglie sono stati condannati a quattro anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Nel corso del processo Giovanni Vincenti ha ribadito: "Non volevo che si facesse male qualcuno. Chiedo scusa ai parenti delle vittime".