Ci siamo quasi. Le liste sono più o meno pronte e domani potrebbe essere il giorno giusto per i sottosegretari del governo retto da Mario Draghi (nella foto). Il primo Cdm, che si terrà domattina, ha un dossier cruciale sul tavolo: quello di un nuovo decreto sulle misure anti-Covid. A Draghi...

Ci siamo quasi. Le liste sono più o meno pronte e domani potrebbe essere il giorno giusto per i sottosegretari del governo retto da Mario Draghi (nella foto). Il primo Cdm, che si terrà domattina, ha un dossier cruciale sul tavolo: quello di un nuovo decreto sulle misure anti-Covid. A Draghi spetterà sciogliere il nodo se fare, come chiedono i "rigoristi", dell’Italia un’intera zona arancione. E poi c’è la partita del "sottogoverno". La lista dei tecnici si è ridotta. A un tecnico potrebbe essere affidata la delega all’Editoria mentre quella ai Servizi potrebbe tenerla il premier. Anche al Mef potrebbe essere inserito un profilo terzo, per reggere "l’urto" dei sottosegretari politici: Laura Castelli (M5s), Antonio Misiani (Pd), Gilberto Pichetto Fratin (Fi), Massimo Bitonci (Lega). Con Luigi Di Maio potrebbero andare il dem Enzo Amendola, l’azzurro Valentino Valentini o il leghista Paolo Formentini. Alla Giustizia puntano M5S e Fi, innanzitutto con Francesca Businarolo e Francesco Paolo Sisto. Ma anche Pd e Iv reclamano spazio. Il Viminale è il faro della Lega, che spinge per Nicola Molteni o Stefano Candiani. La Lega punta, oltre che all’Interno, al ministero della Transizione Ecologica, alla Scuola e alle Infrastrutture. Il dicastero guidato da Cingolani potrebbe essere approdo del pentastellato Stefano Buffagni mentre al Mise Alessia Morani punta alla riconferma. Nel Pd pesa la questione delle "quote rosa", la senatrice Valeria Valente lancia una proposta: costruire una corrente Dem femminista.