11 mag 2022

"Siamo arrivati a Lourdes con l’Ape" Coppia di pensionati in tour per la pace

Lui ha 82 anni e lei 78, sono partiti dalla Toscana: 1.248 chilometri. E alla Madonna hanno portato un cero alto due metri

gabriele galligani
Cronaca

di Gabriele Galligani

CHIESINA UZZANESE (Pistoia)

Ce l’hanno fatta. Dopo un viaggio di lungo ben 1.248 chilometri, durato quattro giorni, Sauro Innocenti e la moglie Carla Bianchini, 160 anni in due (82 lui e 78 lei), da Chiesina Uzzanese – paese con meno di 5mila anime in provincia di Pistoia – sono arrivati a Lourdes, a bordo di un Piaggio Porter che trasportava un cero alto due metri e dal peso di due quintali. Cero che è stato acceso ieri sera nella Grotta delle apparizioni per essere offerte alla Madonna affinché cessino le guerre e nel mondo torni la pace.

Il viaggio tutto sommato è andato bene, nessun imprevisto, anche se naturalmente era vietato avere fretta: niente autostrade e velocità di crociera di quaranta chilometri orari. Il motocarro non permetteva di andare oltre. Lungo il tragitto, in alcuni paesi, dove si era sparsa la voce dell’arrivo dei due "Apellegrini", come si definivano i coniugi, grandi feste e accoglienze. Sauro Innocenti, una vita nei vigili del fuoco, ha anche costruito il maxi cero, poco dopo che i carri armati di Putin avevano invaso l’Ucraina. Era stato acceso lo scorso 9 aprile alla marcia della pace organizzata a Cerreto Guidi (Firenze) dall’associazione nazionale città dei presepi. Poi è venuta l’idea di portarlo a Lourdes, la benedizione del vescovo della diocesi di Pescia (Pistoia), monsignor Roberto Filippini e la partenza avvenuta venerdì di primo mattino sotto una leggera pioggia: "Alcuni anni fa – ha spiegato Innocenti – volevamo fare a piedi il pellegrinaggio fino a Lourdes, ma per una ragione o l’altra abbiamo sempre rimandato e adesso siamo troppo anziani. Così abbiamo deciso di farlo a bordo dell’Ape. La cosa più difficile è stata convincere i miei figli che il viaggio non rappresentava un pericolo. Siamo due giovincelli arzilli, abbiamo gli occhi aperti".

Ma ci voleva ben altro per far desistere Innocenti dalla sua impresa. Lui che per 35 anni, con la divisa dei vigili del fuoco, ha affrontato di tutto: "Lo faccio anzitutto per compiere un’esperienza mistica. Sono credente e ritengo che si tratterà di un avvenimento indimenticabile", aveva detto alla vigilia del viaggio. E così è stato. I due pellegrini hanno anche comunicato via social le varie tappe, in modo che potessero essere seguiti e incitati dai tanti amici che hanno seguito l’itinerario. Grande emozione all’accensione del maxi cero nella grotta di Massabielle, al termine del rosario. "La speranza – ha detto commosso l’ex pompiere – è che tutto possa contribuire in qualche modo a far cessare le violenze dell’atroce guerra che si sta combattendo in Ucraina".

E stamani la coppia, con le loro armi, tempo e pazienza, che Tolstoj definiva "le più forti per combattere", si rimetterà in cammino verso casa, felici di aver realizzato il loro voto.

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