di Riccardo Galli Giro numero 11, curva 2 del circuito di Jerez, in Spagna: c’è un contatto fra due, poi tre, infine quattro moto. Un groviglio come altri, come tanti altri, qui nel Mondiale Superbike, come nella MotoGp o ovunque vanno in scena battaglie a due ruote a 300 all’ora. Invece no, questa volta quel groviglio racconterà una nuova tragedia. Non un incidente come tanti, magari pauroso ma alla fine senza conseguenze, ma una tragedia. Terribile. Dean Berta Viñales, appena 15 anni (era nato il 20 aprile 2006), è morto dopo aver riportato gravi lesioni al torace e soprattutto alla testa. Micidiale l’impatto a terra, sull’asfalto, ma ancora peggio il colpo di chi ha avuto la sfortuna di non poterlo evitare con la propria moto. Uno degli altri tre baby piloti coinvolti nella...

di Riccardo Galli

Giro numero 11, curva 2 del circuito di Jerez, in Spagna: c’è un contatto fra due, poi tre, infine quattro moto. Un groviglio come altri, come tanti altri, qui nel Mondiale Superbike, come nella MotoGp o ovunque vanno in scena battaglie a due ruote a 300 all’ora.

Invece no, questa volta quel groviglio racconterà una nuova tragedia. Non un incidente come tanti, magari pauroso ma alla fine senza conseguenze, ma una tragedia. Terribile.

Dean Berta Viñales, appena 15 anni (era nato il 20 aprile 2006), è morto dopo aver riportato gravi lesioni al torace e soprattutto alla testa. Micidiale l’impatto a terra, sull’asfalto, ma ancora peggio il colpo di chi ha avuto la sfortuna di non poterlo evitare con la propria moto. Uno degli altri tre baby piloti coinvolti nella tragedia di Jerez.

Viñales, il giovanissimo Viñales, cugino di Maverick, numero uno della MotoGp appena arrivato in Aprilia dopo aver rescisso il suo contratto con la Yamaha. Dean che sogna di imitare Maverick. Maverick sempre sorridente quando gli si parlava delle qualità e delle doti del cuginetto.

La morte di Dean assomiglia da vicino a quanto accaduto in Moto3, al Mugello, lo scorso maggio a Jason Dupasquier, 19 anni anni: travolto e ucciso dal bolide di un avversario dopo essere caduto all’ingresso di una curva dell’Arrabbiata. E lo stesso per l’altro giovanissimo Hugo Milan (14 anni) morto in estate all’European Talent Cup. La dinamica dell’incidente al giovane Viñales sarebbe assolutamente simile ai due precedenti di questi anno maledetto, anche se Dorna (che gestisce il Mondiale Superbike) un attimo dopo l’incidente ha ritirato e sequestrato le immagini dell’impatto. Per poi, addirittuta, poco più tardi sospendere ogni diretta dalla pista spagnola.

Che la situazione fosse apparsa subito gravissima lo si è capito quando l’elicottero, praticamente pronto per trasportare il pilota all’ospedale di Siviglia, non è stato fatto alzare dalla piazzola all’interno del circuito. No, nessun intoppo nelle procedure di soccorso, ma la triste e tragica realtà che per Dean Viñales ormai non c’era più niente da fare. Nonostante il soccorso immediato prima in pista e poi al centro medico del tracciato.

Tragedia nella tragedia, la morte del baby campione della categoria Supersport 300 (un palcoscenico della Superbike importantissimo per i ragazzi, i migliori ragazzini delle scuole piloti del mondo) ha travolto la famiglia Viñales. Il team del giovane Dean è gestito dal papà di Maverick, che è stato campione del Mondo di Moto3 nel 2011, team marchiato proprio dal nome di una famiglia che ha le corse, le due ruote e la velocità nel sangue: il Viñales Racing Team.

Tornando all’incidente mortale, detto della tremenda somiglianza alla dinamica di quanto accaduto mesi fa la Mugello, la morte del giovane Viñales riporta alla ribalta del motociclismo (e così fu anche nella tragedia di Marco Simoncelli) quello che ormai sembra essere diventato il rischio maggiore di questo tipo di gare: il rimanere sulla pista dopo una caduta ed essere travolti.

Il motociclismo ha fatto passi da gigante nella direzione della sicurezza con vie di fuga infinite, airbag sensibilissimi e protezioni di ogni tipo. Ma niente, purtroppo, si sta riuscendo (e forse si riuscirà mai a farlo) per evitare i contatti – quasi sempre a velocità folli – fra un pilota a terra e altri che stanno arrivando.

Dean Viñales stava disputando la sua prima stagione nella categoria Supersport della SBK con buone prospettive di crescita per un ruolo da protagonista nel 2022. Nel corso della stagione, in Francia, a Magny-Cours aveva ottenuto i suoi primi punti iridati con un quindicesimo posto in Gara 1 e un’ottima quarta posizione in Gara 2. A Jerez era in lotta per altri punti mondiali importanti per lui e per il team Viñales.

La giornata del sabato del Mondiale Superbike è stata subito interrotta e annullata rimandando a oggi, eventualmente, la ripresa delle categorie in pista.