Una bambina seduta su un seggiolino per auto (Ansa)
Una bambina seduta su un seggiolino per auto (Ansa)

Bruxelles, 20 settembre 2019 - Ventiquattr’ore dopo la tragedia di Catania – morto un bimbo di due anni dimenticato in auto dal papà -, il ministro dei Trasporti Paola De Micheli prova a stoppare le polemiche e il coro di proteste trasversali con una previsione e qualche prudenza: "Non ci sono impedimenti che in questo momento ci facciano immaginare che nei prossimi giorni o settimane, la norma non sarà operativa". Riassumendo: la legge che stabilisce l’obbligo di un allarme per il trasporto dei bimbi fino a 4 anni è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale un anno fa.

Il decreto attuativo è uscito riscritto dall’esame del Tris, ufficio della Commissione europea che si occupa della prevenzione degli ostacoli tecnici al commercio nel mercato unico. A fine luglio è arrivata una bocciatura. Oggi il testo è al Consiglio di Stato, che dovrebbe esaminarlo nei prossimi giorni. L’articolo 3 della legge stabilisce: “Le disposizioni si applicano decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto e comunque a decorrere dal 1° luglio 2019”. Quella scadenza più volte annunciata è passata da un pezzo, restano però i tre mesi. “Se anche si modificasse la legge - ragiona Altroconsumo, che ha seguito passo passo la tormentata storia dell’obbligo sempre rinviato – i produttori dovranno pure avere il tempo di adeguarsi”. In altre parole, ci sono tempi tecnici da rispettare.