La catena di pizzerie francese «Pazzi» ha inaugurato nel centro di Parigi il secondo ristorante completamente automatizzato
La catena di pizzerie francese «Pazzi» ha inaugurato nel centro di Parigi il secondo ristorante completamente automatizzato

Mauro

Bassini

Non è poi così pazza l’idea messa in atto dalla catena di ristoranti-pizzerie Pazzi di Parigi: affidare a un robot, anziché a un essere umano, la preparazione dei piatti. I vantaggi sono potenzialmente enormi. Se un giornalista di passaggio lo intervistasse, difficilmente un robot sparerebbe le scemenze che abbiamo letto e sentito da certi cuochi: "L’unico ingrediente a cui non so rinunciare è il talento". Oppure: "Credo che tra il sugo e la pasta ci sia un rapporto interpersonale, quasi erotico". Con qualche approfondimento tecnico, il ristorante robotizzato potrebbe perfino eliminare maître e camerieri. Quando il servizio in sala è buono, il piacere di una cena al ristorante si moltiplica. Non accade spesso. È più frequente vedere arrivare un cameriere che, con due piatti in mano, ti chiede: "Per chi è la lasagna?". Diavolo, siamo in due. Nessuno alla scuola alberghiera ti ha insegnato che occorrerebbe ricordare chi ha ordinato che cosa?

E perché devo chiederti, per la terza volta in un quarto d’ora, un altro cestino di pane? L’uso dei robot eviterebbe un’altra scena classica dei nostri ristoranti. Chiedo un coniglio arrosto e il cameriere commenta: "Ottima scelta". Sono anni che aspetto qualcuno che mi dica: "Scusi signore, ma il piatto che ha ordinato è una schifezza. Se vuole può ripensarci, ripasso fra due minuti". Frequento ristoranti da mezzo secolo. Al prossimo "ottima scelta" esigo un robot.