Lunedì 17 Giugno 2024
RITA BARTOLOMEI
Scomparsi

Emanuela Orlandi, Denise Pipitone e Angela Celentano: perché le famiglie non hanno firmato la dichiarazione di morte presunta

L’avvocato Ferrandino: cosa dice il codice civile sugli scomparsi e i tanti paradossi dello Stato che può arrivare a chiederti anche di pagare le tasse

Roma, 20 giugno 2023 - Per la scomparsa di Emanuela Orlandi - il 22 giugno saranno 40 anni - il fratello Pietro ha sempre dichiarato: non firmerò mai la dichiarazione di morte presunta. Ma che cosa significa? Che impatto ha questa scelta sulla persona sparita e sulle famiglie?

Lo abbiamo chiesto a Luigi Ferrandino, avvocato che assiste la famiglia di Angela Celentano, la bimba scomparsa il 10 agosto 1996 sul Monte Faito (Napoli). “Nemmeno Catello e Maria, i genitori, hanno mai fatto quel passo”, premette il legale.

Dichiarazione di morte presunta e scomparsi

“Il codice civile - ricorda Ferrandino - stabilisce che quando non si hanno più notizie di una persona per oltre 10 anni si può dichiarare la morte presunta. La legge nasce per ragioni di carattere economico, successorio”.

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Morte presunta e indagini

“Ma non è certo questo che interessa le famiglie - osserva l’esperto -. Chi resta nel limbo di un’attesa angosciosa pensa sempre che le persone un giorno possano ritornare a casa. Non solo: la dichiarazione di morte presunta ferma le indagini per sempre. Una cosa sono i sentimenti, un’altra le leggi. Le leggi non possono tenere conto dei sentimenti”.

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La mamma di Denise Pipitone e il codice fiscale

Ci sono anche altri aspetti paradossali. Di recente Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, ha raccontato di aver ricevuto il codice fiscale della figlia, che non aveva ancora 4 anni quando sparì, il 1 settembre 2004 dal cortile della nonna. “Sì, perché in assenza della dichiarazione quella persona per lo Stato continua ad essere viva. L’agenzia delle Entrate verifica che la persona è diventata maggiorenne, ti manda il codice fiscale e in quel momento se c’è un reddito si devono pagare le tasse”. Ricorda Ferrandino: “Quando la leva era ancora obbligatoria, ci sono stati casi di persone scomparse chiamate al servizio militare. E sono stati aperti anche procedimenti per assenza. Ancora, se una persona ha qualche proprietà, si può arrivare al pignoramento. La reazione delle famiglie? Il ragionamento che fa la famiglia di solito è: ma come, lo Stato non è capace di trovare uno scomparso ma ci chiede di pagare le tasse?”.

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