Saldi, il decalogo anti-fregature
Saldi, il decalogo anti-fregature

Roma, 26 dicembre 2018 - Tre, due, uno... e archiviato il Natale è già tempo di saldi invernali. Per tutti gli appassionati di shopping sfrenato e di corsa allo sconto, sta per partire l'immancabile appuntamento di inizio 2019. La data d'inizio è uguale per tutte le regioni ad eccezione di Basilicata, Sicilia e Valle D'Aosta, mentre la data di fine è molto variabile a seconda delle zone d'Italia, compresa tra il 16 febbraio e il 31 marzo, con l'eccezione della Campania dove gli sconti andranno avanti fino al 2 aprile. Vediamo allora nel dettaglio il calendario dei saldi regione per regione:

Abruzzo: 5 gennaio - 5 marzo
Basilicata: 2 gennaio - 1 marzo
Calabria: 5 gennaio – 28 febbraio
Campania: 5 gennaio - 2 aprile
Emilia Romagna: 5 gennaio - 5 marzo
Friuli Venezia Giulia: 5 gennaio - 31 marzo
Lazio: 5 gennaio - 28 febbraio
Liguria: 5 gennaio - 18 febbraio
Lombardia: 5 gennaio - 5 marzo
Marche: 5 gennaio - 1 marzo
Molise: 5 gennaio - 5 marzo
Piemonte: 5 gennaio - 28 febbraio
Puglia: 5 gennaio - 28 febbraio
Sardegna: 5 gennaio - 5 marzo
Sicilia: 6 gennaio - 15 marzo
Toscana: 5 gennaio - 5 marzo
Umbria: 5 gennaio - 5 marzo
Valle D’Aosta: 3 gennaio - 31 marzo
Veneto: 5 gennaio - 31 marzo
Trentino-Alto Adige: 5 gennaio - 16 febbraio

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IL PARERE DEL CODACONS - Ma già nei giorni scorsi il Codacons ha tracciato un quadro a tinte fosche per la stagione dei saldi, che seguirebbero seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni. "Gli acquisti durante il periodo di sconti, infatti, faranno registrare anche nel 2019 una pesante flessione", spiega il presidente Carlo Rienzi. "Questo perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di Capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie della regione già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari. In secondo luogo - prosegue - i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l'e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l'anno". ''In tale contesto - conclude Rienzi - i saldi di fine stagione appaiono del tutto obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il ''Black Friday'' che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce''.

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I CONSIGLI PER EVITARE LE FREGATURE - Ad ogni modo, riproponiamo i consigli di Federconsumatori per evitare possibli fregature e ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni che, purtroppo, sono sempre dietro l'angolo quando si avvicinano i saldi:

1. Verificare sempre il prezzo dei prodotti che si vuole acquistare prima dell'avvia delle offerte e, se possibile, fotografare la cifra con il cellulare, così da ottenere una prova del prezzo di partenza e valutare la vera entità dello sconto.

2. Non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita così da evitare truffe.

3. Diffidare dei negozi che non espongono la merce e di quelli che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un onesto prezzo a saldo si attesta attorno al 40%).

4. Controllare che sul cartellino siano riportati sia il vecchio prezzo che quello nuovo, oltre alla percentuale dello sconto applicato.

5. I prodotti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma dell'anno in corso e non delle stagioni degli anni passati! I di magazzino devono essere venduti separatamente da quelli in saldo.

6. Anche se il cambio del prodotto non è garantito, conservare sempre lo scontrino, essenziale in caso di merce fallata o non conforme, poiché obbliga il commerciante alle norme su garanzia di sostituzione e rimborso.

7. I commercianti non sono tenuti a far provare i capi di abbigliamento, tuttavia si sconsiglia di acquistare in negozi in cui non sia possibile effettuare una prova.

8. Per problemi o presunte truffe rivolgersi ai vigili urbani, all'ufficio comunale per il commercio o ad un'Associazione di consumatori.