di Alessandro Farruggia Riaprire in sicurezza prima possibile. Questo ha ribadito ieri il premier Mario Draghi al generale Francesco Paolo Figliuolo nel loro incontro a palazzo Chigi quando ormai si era placata la protesta dei ristoratori (e degli infiltrati) che per ore, con tattiche da anni Settanta hanno messo a subbuglio il centro della Capitale e hanno tentato senza successo di andare a protestare fin sotto le finestre di Draghi e attorno a Montecitorio, gridando al potere il loro disagio. Petardi, fumogeni, qualche bottiglia e una bomba carta contro qualche carica, identificazioni, qualche fermo, agenti in assetto antisommossa e idranti. È finita senza troppi danni, in una tensione che si tagliava come un coltello, ma il suono delle sirene dei mezzi delle forze dell’ordine, che ieri echeggiava...

di Alessandro Farruggia

Riaprire in sicurezza prima possibile. Questo ha ribadito ieri il premier Mario Draghi al generale Francesco Paolo Figliuolo nel loro incontro a palazzo Chigi quando ormai si era placata la protesta dei ristoratori (e degli infiltrati) che per ore, con tattiche da anni Settanta hanno messo a subbuglio il centro della Capitale e hanno tentato senza successo di andare a protestare fin sotto le finestre di Draghi e attorno a Montecitorio, gridando al potere il loro disagio. Petardi, fumogeni, qualche bottiglia e una bomba carta contro qualche carica, identificazioni, qualche fermo, agenti in assetto antisommossa e idranti. È finita senza troppi danni, in una tensione che si tagliava come un coltello, ma il suono delle sirene dei mezzi delle forze dell’ordine, che ieri echeggiava sinistramente nel quadrilatero del potere romano, è l’ennesima riprova che la parte più esasperata degli operatori economici sta perdendo la pazienza e Draghi ne è pienamente consapevole (e così il ministro dell’Interno Lamorgese, che lo ha aggiornato sul rischio strumentalizzazioni da parte dei "tanto peggio tanto meglio") .

"Più veloce lei riesce a fare andare il piano vaccini, prima riapriamo. E di riaprire c’è bisogno per dare fiato all’economia" avrebbe detto Draghi a Figliuolo. Draghi pensa a riaperture per passi successivi (quattro step: dal 25 aprile, il primo maggio, il 15 maggio, il primo giugno) e per questo ha visto il coordinatore del Cts Franco Locatelli e gli ha chiesto di valutare per le zone gialle protocolli meno rigidi, che tengano conto anche della sostenibilità economica dei settori del turismo, della ristorazione, dello sport (Draghi vorrebbe confermare le partite italiane degli europei di calcio) e dello spettacolo. Il Cts ieri ha parlato dello spettacolo e nei prossimi giorni farà lo stesso per gli altri settori più colpiti, dopodiché riferirà al Governo. A spingere come sempre c’è la Lega, e così Forza Italia e Iv. Ma anche il Pd inizia a mitigare la sua linea di rigore.

Non a caso ieri uno degli esponenti principali dell’asse con Speranza, il ministro della Cultura Franceschini, ha fatto filtrare un eloquente: "lo spettacolo non ce la fa più". Giovedì o venerdì potrebbe esserci un vertice della cabina di regia che dovrebbe esaminare le proposte del Cts, ma il vertice vero e proprio nel quale decidere la scaletta delle aperture dovrebbe essere fissato per venerdì 23, con i dati dell’ultima cabina di regia. Intanto, ieri, a Roma, la tensione è tornata a salire. Le braccia alzate al cielo, le manette ai polsi al grido ‘libertà’. Le partite Iva (e chi soffia sul loro malcontento) erano in piazza per la seconda volta in meno di una settimana e il clima si è confermato tesissimo. Circa cinquecento esponenti del movimento "IoApro" (e un 100-150 professionisti del disordine) hanno tentato di raggiungere palazzo Chigi e Montecitorio ma sono state bloccate e convogliate nella vicina piazza San Silvestro, dove per un paio d’ore – è proseguito un duro confronto con lancio di fumogeni e petardi e anche di una bomba carta, ma i manifestanti sono stati respinti. Visto lo schieramento di forze dell’ordine i manifestanti hanno quindi incominciato a defluire nelle vie vicine per poi ritrovarsi in 200 in via dei Prefetti, nelle immediate adiacenze di Piazza del Parlamento, dove sono stati bloccati da un altro contingente di forze dell’ordine. Nel contempo un centinaio di manifestanti si è ritrovato nei pressi di piazzale Flaminio per un blocco stradale sulla circonvallazione del Muro Torto (e qui è servita una nuova carica).

Centoventi le persone identificate, di queste 6 sono state portate negli uffici di via di San Vitale. Intercettati e fermati dai poliziotti, al casello autostradale Roma Nord, due pullman provenienti da Bologna i cui occupanti hanno dichiarato di voler partecipare alla manifestazione non autorizzata: identificati, sono stati rimandati indietro. Ma il malumore delle categorie più esposte cresce e la linea di Draghi è: cerchiamo di riaprire prima possibile, in sicurezza. E almeno un segnale, lo vorrebbe entro la fine di aprile.