Riace, manifestazione a sostegno del sindaco Domenico Lucano (Ansa)
Riace, manifestazione a sostegno del sindaco Domenico Lucano (Ansa)

Reggio Calabria, 13 ottobre 2018 - Dopo l'arresto del sindaco Mimmo Lucano, nuovo colpo al 'modello Riace'. II ministero dell'Interno, guidato da Matteo Salvini, ha deciso il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Comune, situato nella città metropolitana di Reggio Calabria. Il provvedimento, datato 9 ottobre, contesta al municipio reggino una serie di violazioni tra cui: l'erogazione dei servizi finanziari dal fondo a favore di soggetti diversi da quelli ammessi all'accoglienza; la mancata presentazione della rendicontazione; la mancata rispondenza tra i servizi descritti nella domanda di contributo e quelli effettivamente erogati e la mancata applicazione di quanto previsto dalle linee guida anche in termini di standard qualitativi e quantitativi; il mancato aggiornamento della banca dati gestita dal Servizio centrale. Il Viminale chiede così si spostare gli ospiti: l'obiettivo è la chiusura del sistema di accoglienza.

Nelle 21 pagine trasmesse al Comune di Riace si sottolinea "la rilevanza, gravità e persistenza" delle inosservanze che giustificano la revoca totale dei finanziamenti, così da "evitare l'ulteriore protrarsi di modalità gestionali non conformi alle regole che presiedono al corretto utilizzo di finanziamenti pubblici destinati all'accoglienza dei richiedenti asilo".  Già dall'estate scorsa il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall'amministrazione locale. 

Salvini: chi sbaglia paga

I migranti di Riace verranno trasferiti già dalla settimana prossima, e nel giro di un mese dovrebbero essere ricollocati in altri centri. "Chi sbaglia, paga - commenta il ministro Salvini - Non si possono tollerare irregolarità nell'uso di fondi pubblici, nemmeno se c'è la scusa di spenderli per gli immigrati".

Al Comune sono stati concessi sessanta giorni per rendicontare le spese sostenute, ricordando che è ammesso il ricorso, rispetto al provvedimento, ai competenti organi giurisdizionali.

Lucano: vogliono distruggerci

 "Vogliono soltanto distruggerci - è la replica del primo cittadino, ai domiciliari con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento del servizio di raccolta differenziata. -. Nei nostri confronti é in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar".  Domenico (detto Mimmo) Lucano negli anni ha dato vita a un sistema di accoglienza e integrazione, diventato modello internazionale.