Matteo Renzi, 46 anni, è fondatore e leader di Italia Viva
Matteo Renzi, 46 anni, è fondatore e leader di Italia Viva
Di mattina, nella Enews, non recede dalla linea dura ("Il premier non avrà la maggioranza assoluta al Senato"), ma poi piano piano capisce che la partita sta per chiudersi a suo totale svantaggio e allora inizia a retrocedere. In modo lento e ordinato, ma percepibile. Matteo Renzi dà mandato ai suoi colonnelli – gli stessi che, fino al giorno prima, si erano lanciati come kamikaze contro Conte – di farsi concavi e convessi nel cercare di riaprire una trattativa con il Pd, soprattutto, ma pure con i 5Stelle, persino con Conte. Inizia la deputata Raffaella Paita, di mattina, su Skytg24, a Start ("Serve un governo solido...

Di mattina, nella Enews, non recede dalla linea dura ("Il premier non avrà la maggioranza assoluta al Senato"), ma poi piano piano capisce che la partita sta per chiudersi a suo totale svantaggio e allora inizia a retrocedere. In modo lento e ordinato, ma percepibile. Matteo Renzi dà mandato ai suoi colonnelli – gli stessi che, fino al giorno prima, si erano lanciati come kamikaze contro Conte – di farsi concavi e convessi nel cercare di riaprire una trattativa con il Pd, soprattutto, ma pure con i 5Stelle, persino con Conte.

Inizia la deputata Raffaella Paita, di mattina, su Skytg24, a Start ("Serve un governo solido e con obiettivi chiari") e prosegue il capogruppo Davide Faraone ("Se Conte scioglie i nodi irrisolti nella maggioranza, ci siamo"). Dopo arrivano gli altri, da Luciano Nobili ("Conte ci dica di voler interloquire senza cercare i nuovi Scilipoti") in giù, fino all’ex ministra Elena Bonetti: "C’è ancora la possibilità di mettersi ad un tavolo con chi ritiene che le idee di Iv siano al servizio del Paese". E in serata, lo stesso Renzi aggiunge: "Noi abbiamo detto di essere sempre disponibili a discutere senza veti e senza preclusioni sui nomi".

Clemente Mastella, che sta conducendo in porto l’operazione responsabili, sente puzza di bruciato e azzanna: "Siamo responsabili, ma non fessi. Nessuno pensi di recuperare il dialogo con Iv alle nostre spalle. Non siamo i polli di Renzi". Ma non c’è pericolo: il M5s sbatte la porta e anche dal Pd arriva un secco "no, grazie, è troppo tardi". E, come da tradizione dei partiti comunisti, è agli ultimi iscritti che è chiesta ‘l’abiura’.

Il capogruppo alla Camera, Delrio (Renzi lo chiamava "Esaù" e lui "Mosé", per dire il legame), è durissimo: "Si attui ora l’agenda riformista del Pd e si lasci a Renzi il merito di aver fatto solo un favore alla destra che aspira al governo con il voto anticipato". Franceschini – con Renzi si detestano "da decenni" – ride di soddisfazione. Guerini, più misurato, dice ai suoi: "La politica è un processo sempre aperto, ma a oggi non vedo nessun margine per riaprire il tavolo con Iv". Morale, la risposta del Pd ufficiale è un rotondo no alle profferte di Iv. Anche se nella pancia dei gruppi, specie negli ex renziani, iniziano a circolare malumori sull’operazione responsabili.

A questo punto a Renzi, accusato dai suoi avversari di voler sempre giocare a poker e il più delle volte bluffando, non resta che giocare a scacchi. Ed ecco che arriva l’arrocco. Il gruppo di Italia Viva al Senato decide, previa riunione, che si asterrà – e dunque che non voterà contro – sulla fiducia che il premier Conte verrà a chiedere martedì al Senato. La scelta finale non è ancora stata formalizzata, ma sarà questa. La motivano tre ragioni: evitare di confondere i propri voti con quelli della destra, che si esprimerà contro; cercare di riprendere col governo un filo di dialogo per il futuro; e, infine, aiutare a tenere compatto un gruppo su cui lo stesso Renzi non metterebbe, per tutti, la mano sul fuoco. Ma se Conte resterà sotto il magic number dei 161 voti, sarà Renzi a poter di nuovo sorridere e contrattaccare.

Ettore Maria Colombo