Le indagini della procura di Firenze sulla fondazione Open che finanziava la Leopolda e ha supportato la scalata di Matteo Renzi si sono concluse. Avviso a 15 indagati: contestazioni di corruzione per il deputato Pd, ed ex membro del cda di Open, Luca Lotti. Verso di lui le ipotesi accusatorie più pesanti. Due casi per l’esercizio della funzione riferibili ad altrettanti finanziamenti alla fondazione. C’è il contributo a Open della Toto Costruzioni, i 400mila euro dell’impresa che secondo la procura sarebbe stati schermati dalla prestazione dell’avvocato Alberto Bianchi per essere destinati alla Leopolda e al comitato per il referendum. Ci sono i contributi della multinazionale British American Tobacco. Per i pm in virtù di queste donazioni, Lotti – tra il 2014 e il 2017 deputato, poi sottosegretario alla presidenza del Consiglio – si sarebbe "adoperato per disposizioni normative d’interesse" dei due gruppi. Con Lotti, indagati Bianchi e Patrizio Donnini. Renzi, con Maria Elena Boschi e Marco Carrai, risponde di finanziamento illecito. "La Leopolda non era la manifestazione di una corrente del Pd, ma un luogo di libertà con tutti i finanziamenti previsti dalla legge sulle fondazioni. Quando il giudice penale vuol decidere le forme della politica c’è uno sconfinamento pericoloso per la separazione dei poteri" commenta Renzi.

Ste. Bro.