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2 giu 2022

Razov, minacce ai politici e querele Ecco il falco con cui trattava la Lega

L’ambasciatore russo in Italia voleva trasformare il nostro Paese nel ventre molle dell’alleanza

2 giu 2022
L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, 69 anni, durante una conferenza stampa a piazzale Clodio
L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, 69 anni, durante una conferenza stampa a piazzale Clodio
L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, 69 anni, durante una conferenza stampa a piazzale Clodio
L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, 69 anni, durante una conferenza stampa a piazzale Clodio
L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, 69 anni, durante una conferenza stampa a piazzale Clodio
L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, 69 anni, durante una conferenza stampa a piazzale Clodio

ROMA Vedi alla voce Razov. L’ambasciatore russo Sergey Sergeevich Razov, 69 anni, è il deus ex machina del fallito viaggio di Salvini a Mosca, ed è da sempre portatore di una linea quasi ‘imperiale’, tra promesse di dialogo e amichevoli rassicurazioni, attacchi alla stampa non compiacente e rapporti stretti con politici più o meno amici e avvertimenti al mondo politico meno vicino. Come quando, era il primo marzo e il Parlamento doveva votare sulle sanzioni, mandò sulla posta elettronica di tutti i componenti della Commissione Difesa della Camera una sua lettera con in allegato una dichiarazione del ministro degli Affari Esteri russo, Lavrov che avvertiva: "Le azioni dell’Unione Europea non resteranno senza risposta". Molti la lessero come un’intimidazione. Ma Razov – ottimi rapporto con Matteo Salvini che il 7 giugno del 2018 ospito nella splendida cornice della residenza di Villa Abamelek quando il leghista era ministro dell’Interno – è così. Conscio e anzi orgoglioso di rappresentare una Russia con rnnovate ambizioni di potenza. Come dimenticare quando, fuori dal Tribunale di Roma in cui si è recato per presentare un esposto per istigazione a delinquere e apologia di reato contro il quotidiano la Stampa, disse: "Nel 2020 (la missione anticovid russa era accusata di tentativo di spionaggio, ndr) al popolo italiano è stata tesa una mano di aiuto, che qualcuno ora morde". Pare che non sia stato per nulla scalfito dalle accuse, che giudica strumentali, che le sua ambasciata sia un covo di spie: ha vissuto con freddezza anche il caso Biot e l’ultima espulsione di trenta tra diplomatici e funzionari della sua legazione. Son rischi del mestiere. Razov del resto è un diplomatico esperto. Già ambasciatore russo in Cina, Polonia e Mongolia e viceministro degli Esteri, sposato con due figli, si insediò a Roma il 6 maggio del 2013. Sapeva che in Italia ...

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