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7 giu 2022

Razov insiste: in Italia propaganda ostile

L’ambasciatore russo convocato alla Farnesina rilancia le accuse. Il direttore generale Sequi: nessuna amoralità nei nostri media

7 giu 2022
ambasciatore della Federazione Russa in Italia,. Sergey Razov, è stato convocato ieri alla Farnesina
ambasciatore della Federazione Russa in Italia,. Sergey Razov, è stato convocato ieri alla Farnesina
ambasciatore della Federazione Russa in Italia,. Sergey Razov, è stato convocato ieri alla Farnesina
ambasciatore della Federazione Russa in Italia,. Sergey Razov, è stato convocato ieri alla Farnesina
ambasciatore della Federazione Russa in Italia,. Sergey Razov, è stato convocato ieri alla Farnesina
ambasciatore della Federazione Russa in Italia,. Sergey Razov, è stato convocato ieri alla Farnesina

Il clima delle relazioni tra Italia e Russia resta caldo stabile. E non certo per colpa dell’estate.

Il ministro Luigi Di Maio aveva risposto pubblicamente alla Russia a stretto giro, ma, osservano alla Farnesina "serviva anche un passo formale". Ed è per questo che l’ambasciatore russo Sergei Razov ieri è stato convocato al nostro Ministero degli Esteri ("su istruzione del ministro Di Maio e di concerto con palazzo Chigi") – dal segretario generale Ettore Sequi. Che con la necessaria fermezza gli ha contestato le dichiarazioni "inammissibili e offensive" sulla "presunta amoralità ne confronti dei media e delle istituzioni italiane espresse in recenti dichiarazioni del ministero degli Esteri russo" e ha rigettato "le insinuazioni relative al presunto coinvolgimento dei media del nostro Paese in una campagna antirussa". Ma è stato come parlare a un muro. Razov, come da programma, è rimasto sulle sue posizioni. "L’Ambasciatore – recita una nota stampa della sua ambasciata – si è soffermato sulle dichiarazioni talvolta inaccettabili di alti funzionari italiani nei confronti della Russia e della sua leadership. Ha sottolineato che la linea di propaganda che sta dominando nei media italiani difficilmente può essere qualificata altrimenti che come ostile". Il che, in un paese nel quale i filorussi anno ampio spazio nelle trasmissioni televisive – basti pensare a “Non è l’Arena“ di lunedì, in diretta da Mosca – e dilagano sui social, disegna un quadro ben diverso da quello reale. Razov ha poi chiesto "moderazione ed equilibrio, tradizionali per la politica estera italiana, nell’interesse del mantenimento di relazioni positive e di cooperazione tra i popoli russo e italiano a lungo termine". Tutto confermato, quindi compresa la solita più o meno velata minaccia di conseguenze nelle relazioni bilaterali. Da notare che mentre Razov era chiamato in Farnesina, il leader di uno dei partiti di maggioranza, la Lega, è tornato a fare dichiarazioni contro le sanzioni. A riprova che l’Italia è divisa. "Quando decidi di sanzionare qualcuno lo fai per danneggiare questo qualcuno – ha detto Salvini – . I numeri dicono che le sanzioni fino a oggi stanno danneggiando l’Italia e non la Russia". Il Cremlino condivide e apprezza.

Nel faccia a faccia tra Razov e Sequi si è discusso anche dell’auspicio "del governo italiano che si possa giungere presto a una soluzione negoziata del conflitto" e di come "definire rapidamente un’intesa per sbloccare le esportazioni di grano dai porti ucraini", ha fatto sapere la Farnesina. E su questo ultimo punto qualche piccolo passo in avanti è stato fatto almeno nella comprensione reciproca, dato che, osservano i russi, "sono stati forniti chiarimenti alle proposte dell’Italia per porre fine al conflitto in Ucraina e agli appelli per lo sblocco delle esportazioni di grano dai porti ucraini".

Alessandro Farruggia

© Riproduzione riservata

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