10 apr 2022

Putin chiama il generale senza pietà La sua strategia? Fare terra bruciata

Dvornikov comandante unico, ha guidato i russi in Siria e Cecenia. Deve prendere almeno il Donbass

alessandro
Cronaca
I soccorritori tra le macerie della cittadina di Borodyanka, a nord ovest di Kiev, presa di mira dai jet russi tra febbraio e marzo scorsi. In alto, il generale russo Aleksandr Dvornikov, classe 1961, nominato da Putin comandante unico delle truppe d’invasione
I soccorritori tra le macerie della cittadina di Borodyanka, a nord ovest di Kiev, presa di mira dai jet russi tra febbraio e marzo scorsi. In alto, il generale russo Aleksandr Dvornikov, classe 1961, nominato da Putin comandante unico delle truppe d’invasione
I soccorritori tra le macerie della cittadina di Borodyanka, a nord ovest di Kiev, presa di mira dai jet russi tra febbraio e marzo scorsi. In alto, il generale russo Aleksandr Dvornikov, classe 1961, nominato da Putin comandante unico delle truppe d’invasione

di Alessandro Farruggia Il generalissimo Alexander Dvornikov, classe 1961, è chiamato a ’salvare’ l’invasione russa, conquistando almeno il Donbass e confermando una strategia di attacco che punta a terrorizzare la popolazione. Perché le stragi di civili non sono certo una sorpresa: è quello a cui ci ha abituato l’esercito russo dalla Cecenia alla Siria. Tra gli esecutori della ’tecnica Grozny’, di fare terra bruciata delle città, comandante dell’intervento militare russo in Siria per il quale è stato insignito del titolo di ’eroe delle Federazione russa’, il generalissimo è agli occhi del Cremlino come il Mr Wolf di Pulp Fiction: risolve problemi. E che ve ne sia bisogno è indubbio. "I russi – osserva l’analista Piero Batacchi della Rivista Italiana Difesa – hanno fatto una campagna militare che ha denotato delle forti deficienze a livello di pianificazione tattico-strategica e di coordinamento delle operazioni. Il ritiro dal Nord dell’Ucraina è frutto di una realistica valutazione della situazione sul campo: si sono resi conto che non avevano la forza sufficiente per sfondare". "La decisione di nominare Dvornikov come comandante unico delle operazioni in Ucraina – prosegue Batacchi – cerca di mettere una correttivo urgente senza il quale c’era il rischio che anche la nuova fase della guerra, cioè concentrarsi sulla conquista del Donbass, si traducesse in una sconfitta, considerando che dall’altra parte hanno un avversario di tutto rispetto, molto compatto, ottimamente supportato sia in termini di armi che di intelligence dalla Nato e che, particolare che pochi ricordano, è pure più numeroso. Non credo che Dvornikov introdurrà delle novità: cercherà di mobilitare il più possibile la riserva e darà più coordinamento. I russi sperano che basti, ma è tutto da vedere". "Dvornikov – osserva Riccardo Alcaro dell’Istituito Affari Internazionali – non sembra essere un buon segnale. I russi hanno dovuto ridefinire i loro obiettivi, optando ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?