I corsi di formazione per i farmacisti, che dovranno somministrare il vaccino, sono già partiti in Lombardia
I corsi di formazione per i farmacisti, che dovranno somministrare il vaccino, sono già partiti in Lombardia
Via libera alla somministrazione del vaccino anti-Covid anche in farmacia, mentre scatta il conto alla rovescia per l’arrivo in Italia delle prime dosi della profilassi Johnson & Johnson. L’appuntamento con il siero approvato nelle scorse settimane sia dall’Ema (Agenzia europea per i medicinali), sia dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) è tra meno di venti giorni, il 16 aprile, come filtra da fonti vicine al commissario per l’emergenza. Si tratta del quarto vaccino anti-Covid destinato a sbarcare nel nostro paese dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Una new entry molto attesa, anche perché la profilasssi è monodose, al contrario...

Via libera alla somministrazione del vaccino anti-Covid anche in farmacia, mentre scatta il conto alla rovescia per l’arrivo in Italia delle prime dosi della profilassi Johnson & Johnson. L’appuntamento con il siero approvato nelle scorse settimane sia dall’Ema (Agenzia europea per i medicinali), sia dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) è tra meno di venti giorni, il 16 aprile, come filtra da fonti vicine al commissario per l’emergenza.

Si tratta del quarto vaccino anti-Covid destinato a sbarcare nel nostro paese dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Una new entry molto attesa, anche perché la profilasssi è monodose, al contrario di quelle attualmente in uso che necessitano di richiamo: all’Italia, stando agli accordi europe,i spettano 7,3 milioni di dosi nel secondo trimestre e 15,9 nel terzo. Il primo marzo il vaccino era stato già approvato negli Stati Uniti, dove l’Fda (l’ente regolatorio dei farmaci) aveva confermato "la sicurezza e l’efficacia della dose singola del siero contro il Coronavirus di Johnson & Johnson, in particolare contro i casi gravi".

Inoltre, già a luglio scorso, uno studio pubblicato su Nature rivelava che questo vaccino, basato su vettori derivati da adenovirus di serotipo 26 (Ad26), aveva indotto nei primati una "forte risposta immunitaria" come provato dagli anticorpi neutralizzanti.

In attesa dell’arrivo delle prime dosi del vaccino J&J, è stato dato disco verde alle immunizzazioni anche in farmacia, ad eccezione di quelle nei confronti dei soggetti ad "estrema vulnerabilità o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica graveanafilattica". Lo prevede l’Accordo quadro tra governo, regioni-ppaa, Federfarma e Assofarm. La prima a partire sarà da oggi la Liguria, mentre nelle altre regioni l’intesa dovrà esserecepita su base territoriale, con Lombardia e Piemonte a buon punto.

Le attività di prenotazione ed esecuzione dei vaccini verranno eseguite dalle farmacie "secondo i programmi di individuazione della popolazione target previamente definiti dalle autorità e seguendo i criteri di priorità", così come recita l’intesa. Per effettuare le inoculazioni, i farmacisti saranno abilitati con un corso di formazione. Sotto l’aspetto retributivo, invece, le farmacie riceveranno dallo Stato sei euro a somministrazione. Chi si sottoporrà alla profilassi non dovrà avere avuto contatti stretti con positivi nei quattordici giorni precedenti, né presentare febbre superiore a 37,5 o sintomi Covid. Dopo la vaccinazione il soggetto dovrà sostare in un’area di monitoraggio per 15 minuti. Il farmacista lo sorveglierà e fornirà un supporto di emergenza in caso di reazione anafilattica, avvisando immediatamente il 118. L’accordo prescrive anche caratteristiche puntuali per i locali adibiti alle inoculazioni. Per farmacie fino a quaranta metri quadrati, si prevede l’ingresso di una persona alla volta da vaccinare, oltre a un massimo di due operatori. Per dimensioni superiori è possibile un accesso regolamentato, con percorsi di entrata e uscita.

Nelle farmacie dovranno essere presenti mantenuti anche adeguati livelli di filtrazione degli impianti di areazione. E l’esecuzione del vaccino dovrà avvenire in un ambiente separato.

Giovanni Panettiere